L’incidente di Vettel nelle libere 1 del GP di Abu Dhabi / F1
in foto: L’incidente di Vettel nelle libere 1 del GP di Abu Dhabi / F1

Partenza con il botto per Sebastian Vettel ad Abu Dhabi. Fresco papà per la terza volta, il tedesco ha perso il controllo della sua Ferrari nelle battute finali del primo turno di libere allo Yas Marina, andando a sbattere contro le barriere di protezione dell’ultimo settore. Testacoda e poi botto per il quattro volte campione che danneggiato la sospensione posteriore sinistra della monoposto anche se non dovrebbero esserci particolari problemi a riparare la vettura in tempo per le libere 2 oggi in programma.

Vettel sbatte nel finale, a Bottas le prime libere

Poco male dunque per Vettel, che non è andato oltre il quinto tempo a quasi 2 secondi dal riferimento siglato dalla Mercedes di Valtteri Bottas, così come per il compagno di squadra Charles Leclerc, settimo a fine turno, ma evidentemente non impegnato a cercare il miglior crono con la luce del sole, visto che le qualifiche e la gara si disputeranno nella notte degli Emirati. La sessione è stata interrotta dalla bandiera rossa, sventolata anche nelle prime fasi in seguito a un guaio tecnico che ha portato alla rottura del motore della Renault di Daniel Ricciardo, inondando d’olio la pista. Una situazione che ha richiesto l’intervento dei commissari affinché ripristinassero le condizioni di sicurezza, spargendo filler sull’asfalto.

Come detto, a far segnare il primo riferimento del weekend è stato Valtteri Bottas (1’36.957) che ha sfruttato al meglio la potenza della nuova unit, seguito dal pilota della Red Bull Max Verstappen che ha pagato invece un ritardo di 5 decimi. Terzo tempo per il campione in carica Lewis Hamilton che precede l’altra Red Bull di Alexander Albon e le Ferrari di Vettel e Leclerc. Tra due Rosse di inserisce Romain Grosjean, ottavo Kevin Magnussen, nono Antonio Giovinazzi con l’Alfa Romeo Sauber. Nei dieci Nico Hulkenberg con la Renault mentre restano appena fuori dalla top ten, Lando Norris, Lance Stroll e Kimi Raikkonen, racchiusi in circa 3 secondi di ritardo.