Fernando Alonso – Foto Instagram
in foto: Fernando Alonso – Foto Instagram

Anche se mancavano la Ferrari e i suoi piloti, al FIA Prize Giving gala che è andato in scena venerdì sera a Parigi, si è parlato di Maranello. Lo ha fatto Jean Todt, il presidente della FIA, premiando Lewis Hamilton e la Mercedes (“Con 6 titoli Mondiali piloti e 6 costruttori, hanno fatto meglio di noi, alla Ferrari, che ci siamo fermati a quota 5 più 6” ha detto l’ex direttore generale della Scuderia). Poi è stata la volta dello stesso Hamilton, quando si è toccato il tasto di un suo possibile arrivo sulla Rossa nel 2021.

Alonso: "Io davo la scia, loro si buttano fuori a vicenda

Ma, a parlare della Ferrari che, oltre alle indiscrezioni di mercato, nella stagione da poco conclusa ha tenuto banco per i troppi pasticci tra i compagni di squadra Sebastian Vettel e Charles Leclerc, è stato anche Fernando Alonso, pure lui tra i campioni delle quattro ruote che quest’anno ha ricevuto la consacrazione della FIA. Lo spagnolo, in squadra con Sebastian Buemi e Kazuki Nakajima, ha conquistato il titolo di campione del mondo Endurance (Wec) con la Toyota, riuscendo a vincere anche lontano dalla Formula 1. Questo non gli ha certo impedito di seguire la rivalità tra i due ferraristi che è finita per tenere entrambi lontani dalla lotta per il campionato.

La stoccata è arrivata quando gli è stato chiesto quanto sia stato difficile lasciare il volante ai compagni di squadra per un pilota che, come lui, è abituato ad essere la prima guida. “La reputazione – ha detto l’ex ferrarista che a gennaio sarà al via della Dakar – si basa sui fatti. E ogni anno vedo in giro piloti che si sbattono fuori a vicenda, mentre mi viene in mente quando lasciavo la scia a Monza o a Spa, per spirito di collaborazione”.

Alonso non fa nomi, ma la sua allusione allo scontro in Brasile fra Vettel e Leclerc, piuttosto che alla polemica tra i due nelle qualifiche del GP d’Italia, non è un riferimento puramente casuale. “Non è mai facile cedere il volante – ha aggiunto 38enne di Oviedo – ma per me non è mai stato un problema perché in Toyota ero io quello che chiedeva consigli ai colleghi con cui ho condiviso un’annata intensa sui circuiti di tutto il mondo”.