Laurent Mekies – Getty images
in foto: Laurent Mekies – Getty images

Lo scossone, in casa Ferrari, è stato forte: il team principal Maurizio Arrivabene non sarà più al suo posto nella stagione 2019, a sostituirlo ci sarà Mattia Binotto, direttore tecnico e uomo di fiducia del compianto presidente Sergio Marchionne che lo aveva voluto in squadra per sviluppare la power unit e colmare il gap dalle Mercedes. Ufficializzato il passaggio di consegne adesso sono attese altre scosse che, seppur di assestamento, non saranno meno importanti per capire il futuro immediato che attende la Rossa.

Mekies candidato numero 1 per affiancare Binotto

Nel comunicato emesso dalla scuderia di Maranello in tarda serata si specifica come a Binotto continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche; l'ingegnere italo-svizzero, dunque, almeno per il momento manterrà il doppio ruolo, ma è facile intuire come al suo fianco avrà bisogno di un uomo in grado d'esperienza, capace di aiutarlo nei momenti più complicati: il profilo ideale, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, sarebbe quello di Laurent Mekies, principale indiziato per ricoprire le vesti di direttore tecnico del Cavallino e approdato ufficialmente a Maranello lo scorso settembre per svolgere le mansioni di direttore sportivo del team.

Sbarcato in Formula 1 nel 2001 grazie alla Arrows, Mekies passò alla Minardi nella stagione successiva, restandoci anche dopo il cambio di proprietà della scuderia e diventando prima ingegnere capo e poi responsabile delle prestazioni del veicolo della Toro Rosso. Nel 2014, poi, l'addio alla scuderia di Faenza per accettare il ruolo di responsabile per la sicurezza per i campionati della FIA e, dal 2017, ricoprendo anche il ruolo di vice-direttore di gara per la Formula 1. Nel marzo 2018 è stato ingaggiato dalla Ferrari, diventando operativo dopo sei mesi di gardening, fino alla possibile scalata al fianco di Mattia Binotto. La Ferrari del futuro comincia a prendere forma, le mosse di oggi saranno importanti per gettare le basi e tentare l'assalto a un mondiale che, dalle parti di Maranello, comincia ad essere una vera e propria ossessione.