in foto: La SF70H ai box dopo il ritiro in Giappone – Getty images

Alla fiera dell'est, in soli 3 Gran Premi, la Ferrari ha detto addio alle speranze mondiali: le tre "S" di Singapore, Sepang e Suzuka condannano la Rossa senza alcuna possibilità di appello. Il periodo nero del Cavallino sta tutto nei numeri: Sebastian Vettel, nelle ultime 3 sfortunate gare, ha raccolto appena 12 punti, frutto del 4° posto ottenuto in Malesia mentre il suo rivale, Lewis Hamilton, ne ha portati a casa 68 grazie a due vittorie e un 2° posto. Dati che diventano ancora più importanti se si prende in esame il periodo dopo la sosta estiva: l'inglese era andato in vacanza con 14 punti di ritardo, ne ha conquistati 118 su 125 disponibili nelle ultime 5 gare portandosi a 59 punti di vantaggio. A tradire il tedesco sono state proprio le piste amiche: prima di questa stagione Vettel aveva vinto 3 gare in Ferrari, due erano arrivate proprio a Singapore e in Malesia mentre quella nipponica era considerato il suo tracciato visto che, tra quelli in attività, è il pilota che ha vinto più volte a Suzuka.

L'incidente con Verstappen a Singapore.

E venne Verstappen, che colse Raikkonen, che andò a sbattere contro Vettel. Un incidente assurdo quello capitato alla Ferrari nel Gran Premio di Singapore. Eppure le Rosse avevano dimostrato d poter dominare una gara già segnata: troppo forte la SF70H sul tracciato della città-stato asiatica tanto da conquistare in qualifica i primi due posti. Sembrava l'occasione giusta per allungare sulla Mercedes, ma Vettel e Raikkonen non avevano fatto i conti con il Fato, travestito da Verstappen, che aveva già deciso come sarebbe dovuta andare quella gara. Una collisione in famiglia arrivata in modo assurdo, con il finlandese ad azzeccare la partenza della vita nella gara peggiore, il giovane della Red Bulla a trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e il tedesco a chiudere la traiettoria per difendersi. Lo scenario è il peggiore possibile: le due Ferrari sono fuori, Hamilton ha strada libera e va a vincere allungando ancora in classifica.

Doppio problema in Malesia.

Quella malese è l'occasione giusta per rifarsi: la Ferrari di Vettel sembra volare, il tedesco, sulla pista che lo ha visto cogliere la prima vittoria con il Cavallino, vuole replicare riportando la SF70H in scia alla W08 Hybrid di Hamilton. Un problema elettrico fa chiudere in anticipo la sessione al pilota della Rossa, un campanello d'allarme che però non sembra destare troppa preoccupazione. Poi, però, con un tempismo quasi perfetto, ecco il guaio che costringe Vettel a scattare dal fondo dello schieramento. Fortunatamente c'è Raikkonen a tenere alto l'orgoglio conquistando una seconda posizione in griglia che fa ben sperare. Non c'è nulla, però, che possa sfuggire all'occhio vigile della sfortuna e, proprio prima della partenza, ecco il condotto del motore a tradire anche il finlandese lasciando all'inglese della Mercedes la possibilità di accontentarsi del secondo posto che lo proietta a +34 su Vettel.

La Ferrari di Kimi Raikkonen in Malesia – Getty imagesin foto: La Ferrari di Kimi Raikkonen in Malesia – Getty images

Una candela difettosa in Giappone.

Quello di Suzuka è solo l'ultimo di una serie di sfortunati eventi capitati alla Ferrari. Sulla pista nipponica la SF70H aveva dimostrato ancora una volta di potersi giocare le proprie chance di vittoria con Hamilton e Vettel a spartirsi la prima fila; ancora una volta, però, i guai per la Rossa arrivano nel momento meno opportuno. Durante il giro di allineamento il tedesco sente la sua monoposto perdere potenza, lo comunica al box e tornato in griglia i meccanici sollevano il cofano motore. Tornano alla mente le immagini della settimana prima con la vettura di Raikkonen: i più ottimisti trattengono in fiato, quelli più pessimisti capiscono che sarà l'ennesima domenica da dimenticare. Hanno ragione questi ultimi; la macchina di Vettel parte, ma sembra zoppa, tutti la superano, poi la comunicazione dai box: "Seb rientra, ritiriamo la macchina". A tradire stavolta è una candela, quasi un'assurdità se si pensa a una Formula 1 in cui si parla di power unit, MGU-H e motori ibridi.

Sebastian Vettel – Getty imagesin foto: Sebastian Vettel – Getty images