Fiat, possibile declassamento di Moody’s

Dopo l'entusiasmo di Capodanno per l'unione Fiat-Chrysler arriva il tempo dei calcoli e a farli ci pensa l'agenzia americana di rating Moody's. L'acquisto del restante 41,5% della Chrysler – la quota che era di Veba e che mancava a Fiat per arrivare al 100% del gruppo di Detroit – potrebbe "indebolire materialmente" il Lingotto. Insomma, secondo Moody's la liquidità della Fiat potrebbe risentire negativamente dell'esborso di 3,65 miliardi di dollari (di cui solo 1,75 da Fiat) a favore del Uaw, il sindacato che possedeva il fondo Veba. Da Ba3, dunque, il rating del Lingotto potrebbe scendere ancora per un'uscita di denaro disposta "in un momento in cui la società ha ancora un free cash flow negativo".
I miliardi spesi per l'acquisizione di Chrysler non sono tuttavia l'unica variabile che Moody's terrà in considerazione. Dell'operazione bisogna valutare anche le conseguenze strategiche per l'anno 2014. L'unione dei due gruppi, ad esempio, permetterà di ridurre alcune spese grazie all'unione di uffici e competenze. Bisogna poi tenere in conto le performance sui mercati nei quali opera Fiat, dall'Europa agli Usa, passando per l'America Latina, area strategica importante per la Fiat e nella quale il Lingotto ultimamente stenta a crescere. In ogni caso, chiarisce ancora la nota dell'agenzia di rating, " prevediamo che il cash che resterà nel bilancio Fiat, la generazione di cash flow operativo e le linee di credito non usate dovrebbero essere sufficienti a Fiat per centrare le anticipate necessità cash del 2014″.