Gary McLaren insieme alla fidanzata Jasmine / Facebook
in foto: Gary McLaren insieme alla fidanzata Jasmine / Facebook

La morte di Gary McLaren colpisce nel profondo tutti coloro che gli erano vicino e l’intero mondo del Motomondiale. Ingegnere della Suzuki per undici anni prima di passare all’Irta, dove ha lavorato e avuto contatti con tutti i team e organizzatori della MotoGP, McLaren era conosciuto e stimato da tutto il paddock. Si trovava a Pattaya, in Tailandia, dove stava festeggiando il Capodanno insieme alla sua fidanzata, Jasmine, ed alcuni amici, quando allo scoccare della mezzanotte è rimasto ucciso dall’esplosione di un fuoco d’artificio che stava cercando di accendere.

La fidanzata Jasmine: “Sarai per sempre nel mio cuore”

McLaren, 50 anni, avrebbe dovuto sposare la sua compagna nel 2020 e recentemente i due erano stati a Londra per conoscere i suoi genitori. Contattata al telefono da The Telegraph, Jasmine si è detta “troppo sconvolta” per parlare. Tuttavia, attraverso i social, ha pubblicato una foto di loro due insieme, scattata poco prima del fatale incidente. “Sarai nel mio cuore per sempre” ha scritto la donna su Facebook.

Secondo la prima ricostruzione della Polizia locale, McLaren era intento ad accendere un petardo di circa 50 cm fuori ad un bar quando, dopo due tentativi, l’esplosione improvvisa lo ha fatto cadere all’indietro. McLaren è stato dichiarato morto sul colpo poco dopo la mezzanotte. Il barman che ha assistito all’incidente ha dichiarato: “L’ho visto cercare di accendere un fuoco d’artificio, ci ha provato due volte. La prima volta non ci è riuscito, alla seconda è uscito del fumo. Lui non si è mosso e poi c’è stata una grande esplosione all’altezza della sua faccia”. Quando i soccorsi sono giunti sul luogo dell’incidente, l’ingegnere inglese era steso a terra con profonde ferite sul viso. “Il personale medico ha eseguito delle compressioni toraciche, ma era troppo tardi – ha spiegato uno degli agenti intervenuti sul posto – . Vicino c’era un fuoco d’artificio che la vittima stava cercando di accendere. Lo abbiamo tenuto come prova e verrà avviata un’indagine sull’incidente”.

Schwantz piange l'amico e suo ex telemetrista

Tanti i messaggi di addetti ai lavori e piloti che in queste ore stanno esprimendo il loro dolore per la tragica scomparsa di McLaren. Tra questi, Kevin Schwantz, iridato della Suzuki e mito della classe 500, addolorato dalla morte dell’amico e suo telemetrista: “Così scioccato di risvegliarmi nel 2020 con la triste notizia di Gary McLaren. Risposa in pace amico mio” ha scritto l’ex pilota statunitense pubblicando alcune foto scattate in questi anni sui circuiti del Mondiale. Profondo dispiacere anche attraverso i post di diversi team. “Siamo rattristati dall’apprendere che Gary è morto. Le più sincere condoglianze alla sua famiglia, amici e colleghi” la nota del team VR46. Tra le prime squadre a dare la notizia della sua scomparsa, lo stesso team Suzuki: “Siamo scioccati e tristi di fronte alla notizia della morte di Gary McLaren. Gary ha lavorato con noi per 11 anni, ed è rimasto un ottimo amico anche dopo essere passato a lavorare nel paddock con l’Irta. Il nostro pensiero va ai suoi cari, ci mancherai davvero”.