Torniamo a parlare di sicurezza stradale e in particolare di guardrail, le barriere in lamiera che delimitano la carreggiata pensate per trattenere le automobili ma non per assorbire l’urto del corpo di un motociclista, trasformandosi così in veri e propri ostacoli fissi, un pericolo anche quando non sono causa di incidente. Protezioni che diventano veri e propri killer (non a caso sono state ribattezzate anche “ghigliottine”) e che possono produrre situazioni drammatiche a causa dei bordi taglienti che in molti casi finiscono per ferire i malcapitati che rischiano di tagliarsi un braccio o una gamba, o nei casi più estremi, la testa. È un problema noto da tempo e sul quale è tornato il mensile Dueruote, facendo il punto della situazione in un’inchiesta pubblicata sul numero di maggio 2018.

Appena 100 km su 850mila hanno le protezioni

Uno spiraglio di cambiamento arriva dall’Anas. In Italia ci sono 851.400 km di strade di cui appena 100 km dei 26mila gestiti dall’Anas risultano dotati delle nuove strutture che consentono un impatto meno traumatico e altrettanti sono in cantiere per il 2018. Nessun intervento, invece, è stato ancora realizzato sui circa 6mila km della rete di Autostrade. In Alto Adige gli interventi sono iniziati nel 2007 e oggi si contano 12,1 km di guardrail salva-motociclisti su 157 curve, con la prospettiva di ammodernare ulteriori 2.400 metri per altre 40 nuove curve. Alla soluzione brevettata dall’Anas, sempre dal 2007, si affianca quello del Servizio strade altoatesino che ha ideato una fascia di protezione da installare nella parte inferiore del guardrail (Pab) in modo da eliminare lo spazio tra l’asfalto e la lama, impedendo l’impatto contro i paletti e, nello stesso tempo, assorbendo, deformandosi, l’eventuale urto. Una soluzione che non ha un grosso impatto economico (un guardrail standard costa 150 euro al metro mentre per la soluzione con le protezioni per i motociclisti  si va dai 30 ai 60 euro in più). “Importi minimi se si pensa che la posa di un metro di asfalto costa dai 10 ai 12 mila euro” ha commentato l’ingegner Maeco Comelli dell’Associazione Motociclisti Incolumi.

Tuttavia, resta in attesa di approvazione il decreto per la messa in sicurezza della rete che, ricevuto nel 2016 il via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici, manca della firma da parte dell’ufficio legislativo del Ministero e della notifica alla Comunità europea. “Mettere in sicurezza tutta la rete esistente è difficilmente perseguibile ma chiediamo che almeno le strade di nuova costruzione vengano obbligatoriamente dotate di guardrail sicuri anche per i motociclisti” è l’appello lanciato dal presidente Ancma Andrea Dell’Orto.