La crociata contro le auto diesel è ormai partita e le varie nazioni europee dovranno per forza di cose allinearsi alle stringenti norme europee che hanno fissato come obiettivo, entro il 2021, dell'emissione di 95 grammi di CO2 al chilometro, soglia che dovrà ulteriormente ridursi del  30% entro il 2030: Parigi, Madrid e Atene sono solo alcune delle città che hanno già annunciato provvedimenti e gli esperti concordano nel dire che le vettura a gasolio, nei prossimi anni, crolleranno sui mercati scendendo fino a quota 9% per lasciare spazio ad auto elettriche, autonome e sempre più condivise.

Parco auto troppo vecchio

Una situazione, quella legata alle auto diesel in continua evoluzione che riguarda anche l'Italia: nel Bel Paese, infatti, le vetture a gasolio sono ancora una realtà molto diffusa tanto che su 37.160.000 vetture circolanti, quelle ante normativa Euro 3 – cioè prodotte prima del primo gennaio 2001 – sono il 20,4% con oltre 1 milione ad alimentazione diesel. Percentuale che sale notevolmente se si prendono in esame anche i motori Euro 3 ed Euro 4 che sono il 23% delle vecchie auto ancora circolanti e di queste la metà viaggia a gasolio. Per smaltire tutte queste vetture, secondo le stime, servirebbero circa 25 anni, un periodo troppo lungo; per questo le varie regioni italiane stanno cominciando a prendere provvedimenti anche se in maniera disomogenea.

Le regioni che hanno dichiarato guerra alle auto diesel

La zona che ha fatto più passi avanti in questo senso è quella del centro-nord dove, grazie il nuovo accordo del Bacino padano – firmato dall'allora ministro Galletti e dal presidente di Regione Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna -, si sono messe nero su bianco misure per il miglioramento della qualità dell'aria rivolte al settore del traffico. L'accordo, infatti, prevede la limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30, dei veicoli diesel di categoria inferiore o uguale a Euro 3 mentre la misura dovrebbe è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020 e alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025. Diverso il discorso, invece, se si prendono in esame i singoli capoluoghi: Torino, ad esempio, ha deciso di vietare la circolazione per i veicoli diesel che hanno una classe inferiore o uguale a Euro 5 mentre Milano – che ha già annunciato lo stop alle auto diesel dal 2025, così come Roma che ha anticipato di un anno – ha stabilito che il blocco riguarderà anche le auto Euro 4 nei giorni feriali estendendo poi il divieto a partire dal 2021 a tutto l'arco dell'anno mentre per gli Euro 5 il blocco scatterà dal 2024.