Hyundai anti-crisi. Sabbatini, PR manager, ci spiega perché

Immagine
Il marchio coreano riesce a registrare ottimi dati di mercato, a dispetto dell’ondata di crisi. Gli investimenti in Europa e lo sviluppo di vetture mirate al mercato di riferimento sono parte del recente successo.

La recente ondata di crisi ha colpito duramente il mercato, soprattutto il settore auto. Negli ultimi 5 anni le vendite sono calate in modo netto, provocando gravi perdite in termini economici anche ai maggiori marchi, da tempo in continua lotta con bilanci in rosso. Il caro vita è il nemico del 2012 per tutti i cittadini, il mercato si è adeguato alle nuove esigenze del pubblico, puntando a vetture di cilindrata e dimensioni ridotte, puntando in primo luogo al risparmio. Hyundai ha sposato tale tattica di mercato, in combinazione ad una serie di investimenti sul territorio europeo, spostando il bacino di produzione e sviluppo dalla Corea al vecchio continente, al fine di agire in modo più diretto sul target di riferimento. Carlo E. Sabbatini, PR Manager Hyundai Italia, ci ha parlato della storia del marchio Hyundai in Europa ed in Italia, fino ai giorni nostri, gli investimenti in Europa e le strategie di mercato che hanno riscosso un gran successo, riuscendo ad invertire la tendenza rispetto alla concorrenza, da tempo in negativo.

Qual è la storia di Hyundai in Europa?

Hyundai debutta in Europa nel 1975, al Salone di Torino, con la Hyundai Pony, disegnata da Giorgetto Giugiaro. Dagli anni ’80 viene commercializzata in Italia attraverso un distributore locale, fino al Novembre 2008 nasce la Hyundai Motor Company Italy; per l’Europa invece ci sono dei passi più importanti. Nel 2003 viene aperta la sede europea, Hyundai Motor Europe di Francoforte e nel 2005 nasce il centro di ricerca e sviluppo a Russelsheim. Nel 2005 apre lo stabilimento in Turchia ad Izmit, nel 2008 apre nella Repubblica Ceca a Nošovice.

Come è cresciuto il marchio in Italia?

Al momento della nascita della sede italiana, 2008, Hyundai aveva lo 0,8% del mercato, nel 2009 1,5%, nel 2010 2,84%, nel 2011 2,5%. Per il 2012 l’obiettivo è mantenersi oltre il 3% e i dati attualmente confermano che si è stabili sul 3,1%. Due anni fa risultava al diciottesimo posto nei top brand in Italia, l’anno scorso all’undicesimo e attualmente è l’unico marchio nella top 15 ad essere in controtendenza rispetto al mercato, con un +2% rispetto all’anno precedente. Considerando il fatto che due anni fa la gamma Hyundai in Italia era costituita solo da i10, i20 e i30; poi sono arrivati i vari modelli che hanno ampliato il listino, insieme alla crescita della rete commerciale.

Le vetture vendute Italia, dove sono costruite?

La i10 proviene dall’India, ma già dalla fine del prossimo la produzione avverrà in Turchia; la i20 proviene dalla Turchia, ix20, ix35 ed i30 in tutte le sue versioni dalla Repubblica Ceca; i40, Genesis Coupé e Veloster vengono dalla Corea. Va detto però che il 95% delle vetture vendute in Italia non vengono dalla Corea, in particolare quasi l’80% dall’Europa. Infatti dal 1 Gennaio 2012 Hyundai fa parte dell’ACEA (European Automobile Manufacturers' Association). Ciò rende il marchio Hyundai un costruttore europeo a tutti gli effetti, con un centro di ricerca e sviluppo apposito per l’Europa, soprattutto Hyundai sviluppa e veicoli appositamente per il mercato in cui si va a porre.

Quindi la strategia consiste nello sviluppare le vetture in base al mercato di riferimento?

Certo, per esempio la Hyundai Accent, non è più ritenuta adatta al mercato dell’Europa occidentale e viene prodotta negli stabilimenti di S. Pietroburgo per il mercato Est europeo, risultando inoltre l’auto “straniera” più venduta in Russia. Hyundai sviluppa e produce là dove c’è il mercato. Le i30, ix35 ed ix20 sono vetture nate e prodotte in Europa. La ix35, venduta in Italia e prodotta in Europa, è diversa sia nelle componenti, sia nel design da quella venduta negli Stati Uniti, che si chiama Tucson ix35. In Brasile invece è appena nato uno stabilimento, dove viene prodotta una vettura di segmento B, nata apposta per il mercato locale.

Recentemente si punta molto sui motori di piccola cilindrata, come si comporta Hyundai in tale ambito?

Per quanto riguarda il downsizing, si può prendere come esempio la i40, che nel Settembre 2011 veniva proposta come versione top di gamma con un motore 1.7 litri, a differenza dei concorrenti che per vetture dello stesso segmento proponevano motori di cilindrata 2.0 litri o addirittura superiore; all'inizio questa mossa venne vista con scetticismo, poi il tempo ha dato ragione al marchio Hyundai, premiando la i40 come auto molto scelta dalle aziende, in virtù di dati come costi di gestione e consumi. Dalla i40 si è subito passati alla a i20, proposta con l'unità 1.1 CRDi, un motore 3 cilindri capace di offrire le stesse prestazioni di un propulsore di cilindrata superiore, preservandone i consumi che nella versione Blue Drive toccano la soglia di 3,6l/100Km. Inoltre un fattore importante che incide sui costi di gestione della vettura sta anche nell'esclusiva garanzia Hyundai Tripla 5 a chilometri illimitati, che include 5 anni di garanzia, 5 anni d’assistenza stradale e 5 anni di controlli gratuiti.

E per l’ibrido?

In termini di alimentazione alternative, c’è già la Sonata ibrida commercializzata negli Stati Uniti. Al momento in Europa non ci sono strutture adeguate, ma è stata presentata una ix35 ad idrogeno, che si presenta come la prima vettura a cella combustile in produzione al mondo, i primi esemplari saranno distribuiti nella città di Copenaghen, che già gode delle strutture adeguate. Per quanto riguarda le vetture interamente elettriche, c’è la i10 Blue On, venduta in Corea.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views