Nanni Galli – LaPresse
in foto: Nanni Galli – LaPresse

Il mondo dei motori è costretto ancora una volta a piangere uno dei suoi attori: si è spento all'età di 79, dopo una lunga malattia, anni Giovanni Giuseppe Gilberto Galli, conosciuto ai più con lo pseudonimo di Nanni con il quale si era imposto prima nel campionato turismo, passando per la Formula 2 e arrivando a debuttare in Formula 1 guidando per McLaren, March e sostituendo anche Clay Regazzoni in Ferrari nel GP di Francia del 1972.

I primi passi nel mondo dei motori

Una vita mossa dalla grande passione per i motori, quella di Galli, che figlio di un ricco industriale tessile di Prato, esordisce a vent'anni sui kart mettendo in mostra un gran talento. Nel 1964, su una 500 Steyr-Puch noleggiata, disputa e vince, nella propria classe di vetture turismo, la Coppa della Consuma e la Bologna Raticosa mentre l'anno, dopo, grazie a una Mini Cooper con cui, l'anno dopo, vince tutte e dieci le gare del campionato italiano turismo classe 1150 cc sotto i colori della Scuderia Santo Stefano di Prato laureandosi Campione Italiano di Velocità. Nel 1967 è al volante dell'Alfa Romeo Giulia nella serie turismo mentre nel 1968 arriva il salto in Formula 2 con una Brabham BT23-Alfa Romeo privata, anno nel quale conquista anche il 2° posto nella Targa Florio e nella 500 km di Imola.

L'occasione in Ferrari e il ritiro dalle corse

Nel 1970 ecco la grande occasione; Galli viene infatti ingaggiato in Formula 1 dalla McLaren motorizzata Alfa Romeo per il Gran Premio d'Italia senza tuttavia qualificarsi. L’anno successivo continuò la sua esperienza nella massima formula in March, per poi approdare alla Tecno per la stagione seguente, nel corso della quale ebbe anche la possibilità di guidare per la Ferrari a causa dell'indisponibilità temporanea di Regazzoni, scendendo in pista nel GP di Francia del 1972 concludendo 13° dopo essere scattato in 2oesima posizione. Il campionato 1973, invece, lo vide protagonista al volante della monoposto del team Frank Williams Racing Cars grazie al quale ottenne il suo miglior piazzamento in carriera, il 9° posto al Gran Premio del Brasile. Il 1974, invece, è l'anno del suo abbandono per dedicarsi al commercio nell'azienda di famiglia diventando uno dei distributori italiani del marchio statunitense Fruit of the Loom, sponsorizzando per un breve periodo Williams e Toleman e convincendo anche i fratelli Benetton ad entrare nel mondo della Formula 1.