Il contatto, a 5 giri dal termine del Gran Premio del Brasile, fa discutere e continuerà a farlo a Maranello, dove Sebastian Vettel e Charles Leclerc sono stati convocati dopo l’incidente che a Interlagos ha messo fine alla sfida in casa Ferrari. Una situazione complicata per la squadra, nella quale è facile puntare il dito contro uno dei due piloti o contro il modo in cui la Ferrari sta gestendo una rivalità che, durante l’anno, si è alimentata di episodi come Monza, Singapore e Sochi.

I team radio del contatto in Brasile

A Interlagos, Vettel ha tentato il controsorpasso su Leclerc nel rettilineo che porta alla curva 4 ma, una volta affiancato il monegasco, le due SF90 si sono toccate, provocando la foratura e il ritiro per entrambi. Una dinamica difficile da interpretare perché se è vero che Sebastian pare abbia chiuso un po’ Charles nell’impostare la traiettoria, il monegasco non lo avrebbe comunque lasciato sfilare quando metà della vettura del compagno era davanti. Via radio la reazione dei due è stata più o meno simile.

Vettel è stato quello più duro: “Ho una foratura, cosa diavolo sta facendo Leclerc? Mi dispiace. Ho una foratura. Ma era proprio necessario? Che stronzata. È finita, non riesco a pilotare la macchina. Bel lavoro…”. Leclerc, invece, ha subito alzato il braccio. Poi ha imprecato: “Ma mio Dio! Che diavolo è successo. Ma dai”.

Vettel e Leclerc convocati a Maranello

Un incidente che si sarebbe anche potuto evitare, non certo nuovo nella storia della Formula 1 che è ricca di esempi illustri. In passato, lo stesso Vettel è stato protagonista di un episodio simile quando correva in Red Bull, nel 2010 a Istanbul, dove avvenne il contatto con l’allora compagno di squadra Mark Webber.

Toccherà adesso alla Ferrari riportare ordine dentro la squadra. “I due piloti si devono rendere conto che hanno danneggiato la squadra e così non va bene – le parole del team principal Mattia Binotto che, dopo aver parlato con entrambi (“Non per ascoltare loro, ma per dire la mia”) e cancellato il debrief dopo la gara, nei prossimi giorni li incontrerà Maranello. Ci saranno ovviamente versioni contrastanti, ma “prima del giudizio – assicura Binotto – sarà importante che chiedano scusa”.