Jorge Lorenzo, 32 anni / Instagram
in foto: Jorge Lorenzo, 32 anni / Instagram

Dopo due anni sulla Ducati e uno sulla Honda, Jorge Lorenzo è tornato oggi in sella alla Yamaha. Il maiorchino è sceso in pista questa mattina a Sepang, nel terzo e ultimo giorno del cosiddetto shakedown, il turno di test riservato ai piloti collaudatori e, secondo il regolamento di quest’anno, anche agli esordienti in MotoGP. Dopo un paio di uscite senza forzare, lo spagnolo si è fermato a lungo a parlare con Silvano Galbusera, l’ex capotecnico di Valentino Rossi che da quest’anno è a capo del test team, e poco prima della pausa pranzo è rientrato in pista, abbassando il suo tempo e avvicinandosi ai migliori.

Lorenzo, c'è un piano segreto della Yamaha

Quando in Malesia manca ancora metà giornata alla fine dei test, dall’Italia arriva un’indiscrezione clamorosa: si parla di un piano segreto della Yamaha per riportare Lorenzo in gara con la M1. Nonostante, nel comunicato che annunciava il ritorno come collaudatore, la Yamaha avesse rivelato che, al momento, non è prevista la sua partecipazione a uno o più GP del campionato e, malgrado lo stesso Lorenzo anche ieri abbia provato a dribblare la domanda con un “aspettiamo, in principio no”, nel suo contratto sarebbero previste due wild card nel 2020. La voce, anticipata da Gazzetta dello Sport, sarebbe confermata dalle richieste di partecipazione presentate dalla Yamaha all’Irta. “Manca il nome del pilota, sostituito per il momento dal classico TBA (to be annunced, da annunciare) – si legge sulla Rosea in edicola oggi – ma non ci vuole grande fantasia per immaginare chi sarà a riempire quella casella ancora vuota”.

La sua prima wild card sarebbe prevista in occasione del GP di Catalunya al Montmelò di Barcellona, in calendario il prossimo 7 giugno. Se la notizia sarà confermata, saranno inevitabili le riflessioni riguardo al fatto che la Honda, nel risolvere consensualmente il contratto di Lorenzo con un anno di anticipo rispetto alla scadenza prevista per il 2021, non abbia posto alcun veto riguardo alla possibilità di lasciarlo correre nel corso nel 2020 con altre Case. Una situazione imbarazzante che, d’altra parte, confermerebbe altre indiscrezioni per cui, nella risoluzione, lo spagnolo non avrebbe incassato l’ingaggio previsto per il 2020. Forse in Honda “non immaginavano che a Jorge potesse tornare la voglia, o lo spagnolo (e il suo manager Albert Valera) è stato un grandissimo giocatore di poker della trattativa”.