La legge sull’omicidio stradale funziona, in calo il numero delle vittime
È passato meno di un anno da quando l'omicidio stradale è diventato un reato e la legge, stando ai risultati, sembra funzionare: stando ai numeri diffusi dal Viminale, infatti, il numero delle vittime di incidenti stradali è calato del 5% rispetto al 2015 mentre, prendendo in esame l'arco temporale che va da marzo scorso a dicembre 2016 la percentuale sale fino al 6,7%.
Numeri incoraggianti soprattutto se si considera che il 2014 e il 2015 erano stati gli anni più bui sotto questo punto di vista. Calano gli incidenti, i morti e anche i feriti. I documenti della Polizia stradale e dei Carabinieri confermano che anche nei primi due mesi di questo 2017 le cose vanno meglio rispetto al passato; le vittime sono 207 contro 219 – in calo del 10,4%- così come diminuiscono del 20% anche cosiddetti incidenti del sabato sera, quelli che coinvolgono i più giovani nel weekend. "Appena la legge è stata varata, è subito partito l’attacco, io la chiamo la macumba, per cercare di mitigarla, di renderla inoffensiva. Non è perfetta: però funziona" è stato il commento del presidnete dell'Asaps, l’Associazione degli amici della polizia stradale, Giordano Biserni.
L'obiettivo dell'Europa di dimezzare le vittime entro il 2020 è ancora troppo lontano da raggiungere, ma un miglioramento c'è stato. A fare da contraltare a questi dati, però, c'è quello degli automobilisti che, dopo l'incidente, si danno alla fuga aggravando ulteriormente la propria posizione e incorrendo così anche nel reato di omissione di soccorso. Nonostante questo ultimo dato la nuova legge, numeri alla mano, pare funzionare: impossibile fare miracoli, il lavoro da fare per diminuire ulteriormente il numero delle vittime della strada, na la strada imboccata sembra essere, finalmente, quella giusta.