La piccola PanDakar alla conquista del Sudamerica

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Una Panda 4×4 al via della Dakar 2017. Giulio Verzeletti ed Antonio Cabini vogliono raggiungere il traguardo di Buenos Aires, dopo il tentativo fallito nel 2014.

Un piccola utilitaria tra le grandi protagoniste della Dakar. Un’avventura nell’avventura: portare al traguardo di Buenos Aires una Panda 4×4, sfidando le dure tappe della Dakar Sudamericana, fatta di oltre 9.000 chilometri, percorrendo deserti, laghi salati e passi andini a quasi 5.000 metri di quota. Un progetto ambizioso, portato avanti dalla passione di Giulio Verzeletti, che con il suo Team Orobica Raid vuole regolare i conti in sospeso dopo il ritiro, nel 2014, sempre al volante della piccola Panda.

PanDakar: la storia della piccola torinese alla Dakar

La Panda non è una new-entry nell’elenco dei partenti alla più dura gara al mondo. Lanciata nel 1983 nella sua versione 4×4, la piccola utilitaria torinese venne scelta da ben 6 equipaggi per l’edizione 1984 del rally, senza arrivare al traguardo. Vetture che scesero a 4 l’anno successivo, tutte ritirate durante la gara, per poi essere abbandonate nelle edizioni successive. Erano gli albori della Dakar, ma i Team ufficiali iniziavano ad affacciarsi con mezzi potenti e tecnologici che nulla avevano a che vedere con un piccola vettura praticamente di serie. Nel 2007 Fiat si ripresenta in maniera ufficiale al via, con 2 vetture affidate a Miki Biasion e Bruno Saby. Si trattava della seconda generazione Panda, subito ribattezzata PanDakar. L’avventura finì prematuramente e le vetture tornarono a Torino, senza che Fiat dimostrasse ulteriore interesse nella maratona africana.

La nuova avventura con Verzeletti ed Orobica Raid

Le PanDakar trovano nuova vita grazie all’interesse di Giulio Verzeletti e delle sua struttura Orobica Raid. Verzeletti rileva le macchine dalla Fiat ed inizia a prepararle per presentarsi la via della Dakar 2014, che però deve abbandonare all’undicesima tappa. Giulio Verzeletti è uno di quelli duri, nato con la pratica dell’enduro e che può vantare una enorme esperienza nella Dakar. Sarà al via della sua 16esima edizione, delle quali 7 disputate in sella ad una moto. Al suo fianco ci sarà Antonio Cabini. Tutta la preparazione è stata affidata ad Orobica Raid, la struttura che fa capo proprio a Verzeletti. A scortare l’equipaggio italiano ci sarà in gara un camion Unimog 400 guidato da Paolo Calabria, con al fianco Loris Calubini e Giuseppe Fortuna.

Piccola Panda da 190 cavalli

La nuova PanDakar condivide ancora il telaio della sua antenata del 2007, ma la cilindrata è salita fino a 1.900 cc. Il motore sviluppa circa 190 cavalli, contro i 100 cavalli a disposizione nel 2014, più che sufficienti a spingere la vettura. Il problema più grosso nelle precedenti edizioni era stata l’altezza dal suolo ed il consumo degli pneumatici, risolti con l’adozione di ammortizzatori a maggior escursione, che hanno richiesto una modifica alla trasmissione, ed all’utilizzo di nuove coperture BF Goodrich. A proposito di trasmissione: sulla vettura in gara è possibile disinserire la trazione integrale, potendo procedere a solo due ruote motrici nei tratti più scorrevoli, per preservare la meccanica della macchina. L’obiettivo di Giulio Verzeletti ed Antonio Cabini, è uno solo: arrivare al traguardo di Buenos Aires.

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