La vita spericolata del ‘Corsaro’, quando il rischio è il mio mestiere
Una passione che non conosce confini, quella dei motociclisti: tanti gli sportivi legati al mondo delle due ruote che, nell'ultimo periodo, sono incappati in una serie di incidenti. Quello di Max Biaggi, trasportato all'ospedale San Camillo di Roma dopo lo schianto durante un allenamento, è solo l'ultimo caso; il pilota romano è stato tradito dal suo mezzo, un high side che lo ha proiettato in aria e fatto ricadere violentemente al suolo sbattendo il petto e il volto. Arrivato nella struttura ospedaliera della Capitale, il Corsaro ha riportato la rottura della spalla e fratture costali multple, ma la sua vita non è in pericolo.
Un destino che lo accomunato anche al suo grande rivale ai tempi della MotoGP, Valentino Rossi che poche settimane fa era incappato in un incidente, sempre in allenamento: per il Dottore un salto finito male sulla pista di Cavallara, con la moto ad impuntarsi appena toccato il terreno non battuto e una botta violenta al torace. La corsa in ospedale e il ricovero, poi il recupero lampo per non saltare l'appuntamento dell'anno, quello con il Mugello, la pista di casa. Quasi un segno del destino che ha unito i due rivali nella sfortuna: anche Biaggi, infatti, si stava allenando sulla pista Il Sagittario, alle porte di Roma, dove avrebbe partecipato, nella giornata di domenica, alla gara della classe Onroad. Un circuito che fu già fatale a Doriano Romboni, morto in un incidente il 30 novembre 2013 qdurante il "Sic Supermoto Day" in memoria di Marco Simoncelli. Il richiamo della pista è troppo forte per coloro che hanno fatto delle moto la propria ragione di vita: Biaggi aveva detto basta nel 2012, ma il canto della pista lo aveva richiamato in varie occasioni come i collaudi con l'Aprilia e le due apparizioni come wild card a Misano e Sepang, con tanto di podio in Malesia, in Superbike.
Gli sfortunati casi di Hayden e Schumacher
Un momento piuttosto complicato per il motociclismo, ancora scosso dalla morte di Nicky Hayden, avvenuta pochi giorni dopo il Gran Premio d'Italia della categoria Superbike. Il pilota americano, campione del mondo MotoGP 2006, si stava allenando, ma con la sua bici da corsa quando è stato travolto da una Peugeot 206; troppo violento l'impatto, le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Trasportato all'ospedale Bufalini di Cesena con un vasto edema celebrale, si è dovuto arrendere dopo 5 giorni di coma. Un destino beffardo pensando soprattutto a quante volte Kentucky Kid ha sfidato il Fato sfiorando i 300 km/h con la sua moto: lo stesso che si è accanito contro Michael Schumacher, un altro sfortunato campione del mondo, ma a quattro ruote. Era il 29 dicembre quando il tedesco, sulle nevi di Meribel cadde sbattendo la testa su una roccia: da allora è iniziato il calvario per il sette volte campione del mondo, una lotta contro la malattia che non è ancora terminata.
