Charles Leclerc insieme a Sebastian Vettel – Getty images
in foto: Charles Leclerc insieme a Sebastian Vettel – Getty images

Il GP del Giappone non è andato come sperava, Charles Leclerc, e Suzuka rimane per lui una pista poco fortunata: il pilota della Ferrari, scattato dalla seconda casella, è rimasto invischiato nella lotta a centro gruppo vedendosi affiancato dalla Red Bull di Max Verstappen e arrivando al contatto proprio con l'olandese scivolando in fondo e rimontando fino alla sesta posizione.

Una gara non certo fortunata per il monegasco; l'episodio chiave è stato quello che lo ha visto protagonista con il giovane rivale quando i due, dopo la battaglia in Austria, si sono agganciati di nuovo con Verstappen che ha avuto la peggio ritirandosi qualche giro più tardi. Un contatto sotto la lente d'ingrandimento dei commissari, ma per il quale Leclerc non si sente responsabile:

Mi sono divertito a recuperare, ma il 6° non è il posto che volevamo ne quello che meritava la squadra. Mi spiace, ma dopo la partenza è stato difficile: peccato, ma purtroppo è andata così. Contatto con Verstappen? Non saprei, ho vissuto la situazione da dentro e per me non è nulla di speciale. Ho avuto tanto sottosterzo e ci siamo toccati, non ho potuto fare nulla – sono state le sue parole ai microfoni di Sky -. Penso ci sia la positività di aver trovato la performance in qualifica mentre in gara dobbiamo ancora lavorare e anche io come pilota perché faccio più fatica; proverò ad essere migliore in gara.

Un Gran Premio, quello del Giappone, da accantonare il prima possibile per il giovane pilota della Ferrari, pronto a giocarsi le proprie chance di vittoria nella gara del Messico: le residue chance iridate sono state spazzate via dalla gara di Suzuka, ma l'obiettivo secondo posto è ancora fattibile nonostante Bottas, grazie alla vittoria, sia riuscito a prendere un discreto margine. Leclerc, però, non vuole mollare e, già nella prossima gara, cercherà di mettere in pratica quanto appreso in Giappone riproponendosi ancora una volta per la lotta al vertice.