"Un pilota come Charles sarebbe piaciuto moltissimo a mio padre". Le parole pronunciate da Piero Ferrari, figlio del mitico fondatore della scuderia e oggi vice presidente della Rossa, sono quelle che più di tutte fanno capire la portata dell'impresa compiuta da Charles Leclerc a Monza: audacia, talento, bravura e quella giusta dose di cattiveria sportiva che gli ha permesso di mettersi davanti in qualifica il suo compagno di squadra, il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel, e di tenersi alle spalle per 53 giri il cinque volte campione del mondo Lewis Hamilton arrivando anche a toccarlo pur di non cedere la propria posizione.

Charles Leclerc – LaPresse
in foto: Charles Leclerc – LaPresse

Il mondo, grazie al GP d'Italia, ha scoperto una stella: la Formula 1 ringrazia, forse anche più della Ferrari, perché gare come quella andata in scena a Monza sono un toccasana per uno sport stritolato dal dominio della Mercedes e dal cannibalismo di Hamilton. L'inglese, però, ha finalmente trovato pane per i suoi denti come ha potuto testare sui veloci rettilinei del circuito brianzolo: non sarà sempre così, arriveranno giornate nelle quali le Frecce d'argento torneranno a dominare e nelle quali il britannico, come spesso accade, sarà imprendibile ma Monza ha dimostrato che con il talento e l'astuzia il giovane Leclerc può essere colui che riuscirà a togliere lo scettro d Hamilton. La Ferrari, intanto, si gode le sue prestazioni, frutto di una freddezza assoluta al volante e di un talento che, a 21 anni, non può essere solo figlio di un duro allenamento ma che rappresenta un qualcosa di innato.

Leclerc come Schumacher nel 1996

Un pilota che, ad appena 21 anni, è già nella storia del Cavallino; dopo essere diventato il più giovane poleman e il più giovane vincitore di un GP al volante della Rossa, Leclerc è riuscito a interrompere una maledizione che durava da 9 anni; era dal 2010, infatti, che il Cavallino non riusciva a conquistare il gradino più alto del podio nella gara di casa. Un'impresa che, unita a quella di Spa-Franchorchamps di una settimana fa, ha mandato in estasi i tifosi Ferrari e che ha riportato alla mente imprese lontane e paragoni ingombranti; l'ultimo a riuscire a vincere due delle gare più iconiche del mondiale di Formula 1 era stato Michael Schumacher nel 1996. Impossibile avvicinarlo al tedesco, capace di vincere sette titoli mondiali in carriera, ma guardando i freddi numeri l'esperienza a Maranello di Leclerc può già essere considerata migliore rispetto a quella di piloti che sono rimasti nel cuore dei tifosi del Cavallino: il monegasco, infatti, con la seconda vittoria in carriera ha superato, solo per citarne alcuni, Jean Alesi e Mario Andretti eguagliando piloti del calibro di Didier Pironi e Wolfgang von Trips.  A Monza è nata una stella che, sia la Ferrari sia la Formula 1, sperano continui a brillare per molto tempo ancora.