Charles Leclerc – Getty images
in foto: Charles Leclerc – Getty images

Charles Leclerc, dopo le vittorie a Spa e a Monza, sta vivendo un sogno ad occhi aperti: il giovane pilota della Ferrari, infatti, è già entrato nella storia diventando il più giovane pilota a vincere una gara di Formula 1 al volante della Rossa e portando a casa la doppietta consecutiva al suo primo anno a Maranello eguagliando Michael Schumacher l'ultimo a riuscirsi nel 1996. Il monegasco, però, non ha nessuna intenzione di porsi di limiti e rilancia: "Ho già coronato tre sogni: sono in Formula 1, sono in Ferrari e ho vinto due Gran Premi, uno per di più a Monza. Ora voglio assolutamente diventare campione del mondo" ha dichiarato in una intervista al Tg1.

Charles Leclerc – Getty images
in foto: Charles Leclerc – Getty images

La stella di Leclerc ha ormai iniziato a brillare, la Formula 1 sembra aver trovato il pilota in grado di scalzare Lewis Hamilton – battuto due volte nelle ultime due gare – e di prendersi lo scettro di re del Circus. A colpire è soprattutto la sua forza mentale, un aspetto sul quale il monegasco ha rivelato di aver lavorato molto: "Di natura non sono mai stato freddo, anzi ero l'opposto: mi demoralizzavo e mi arrabbiavo troppo anche se arrivavo secondo. Ho lavorato tantissimo su questo aspetto e ora sono molto più forte mentalmente" ha sottolineato. Un talento cristallino quello di Leclerc che ha raccontato anche un simpatico aneddoto capitato dopo la gara di Monza: "Uscito dal circuito sono entrato in un taxi, il tassista non mi vedeva. Mi ha chiesto se fossi andato a vedere il Gran Premio. Io gli ho riposto di sì, che era stato molto bello. E lui `il giovane è veramente forte´. `Mi fa piacere che dice questo´, gli ho risposto. Alla fine del viaggio gli ho detto chi ero. È stato divertente".

La carriera di Leclerc è appena iniziata, quello del monegasco è solo il secondo anno in Formula 1, ma il futuro sembra costellato di successi per il pilota della Ferrari che ha appena assaporato il dolce gusto della vittoria. "Nei ritorni in macchina da Maranello ascoltavo l'inno italiano per impararlo in caso fosse arrivata la prima vittoria. A Spa, per l'emozione, non sono riuscito a trovare le parole, ma a Monza ce l'ho fatta" ha concluso. Ne avrà ancora di occasioni per cantare l'inno d'Italia sul podio, il suo sogno è lo stesso di milioni di tifosi del Cavallino; riportare il titolo mondiale a Maranello, una missione che il monegasco non ha nessuna intenzione di fallire.