"I nostri piloti sono liberi di lottare" aveva dichiarato in tempi non sospetti il team principal della Ferrari Mattia Binotto; un modo per chiarire come la priorità sia la Ferrari spronando sia Sebastian Vettel sia Charles Leclerc a dare il massimo. Dopo 14 gare e due vittorie, entrambe firmate dal monegasco, però, i ruoli sembrano ribaltati: se a inizio anno il tedesco era visto come "il campione con più esperienza" e il baby prodigio solo una promessa da far crescere, dopo Monza le gerarchie sembrano ben definite con l'enfant prodige della Formula 1 diventato la punta di diamante della scuderia italiana.

Charles Leclerc dopo il trionfo di Monza – LaPresse
in foto: Charles Leclerc dopo il trionfo di Monza – LaPresse

Cambio di gerarchie in Ferrari

Che ci fossero dei ruoli prestabiliti, all'interno della Ferrari, è parso chiaro fin dal primo Gran Premio in Australia quando a Leclerc fu chiesto di non attaccare Vettel per far guadagnare una manciata di punti in più al tedesco. Una cosa più che normale vista la storia del quattro volte campione del mondo, ma già in Bahrain era stato il monegasco a prendersi la ribalta non curandosi di un ordine di scuderia che gli intimava di rimanere dietro il suo compagno  andandosi a prendere la testa della gara e, se non fosse stato per un problema sulla SF90, anche la prima vittoria in carriera. Con il tempo, però, Leclerc ha scalato posizioni guadagnando il rispetto della squadra e mettendosi nella condizione di poter dire la propria: in questo senso la gara di Spa-Franchorchamps ha rappresentato la svolta con il monegasco in testa e Vettel sacrificato al ruolo di gregario per frenare Hamilton e permettere alla vettura numero 16 di prendersi la prima vittoria in carriera permettendo così a Leclerc di diventare il più giovane a cogliere un successo al volante della Rossa. Le qualifiche di Monza, poi, hanno rappresentato l'apice con Leclerc a prendersi la scia del compagno di squadra per siglare la pole position e il tedesco rimasto bloccato dalla furbizia del monegasco, frenato dagli avversari e capace di girare a proprio favore una situazione scomoda; due indizi al quale manca solo il terzo per fare una prova a tutti gli effetti.

I numeri sono dalla parte di Leclerc

Qualora ci fosse bisogno di un ulteriore tassello a completare un quadro già ben delineato basta andare a guardare i numeri della stagione Ferrari: la scuderia di Maranello, infatti, fino ad ora ha totalizzato 2 vittorie, colte entrambe da Charles Leclerc. Avrebbero potuto essere tre se i commissari non avessero penalizzato Vettel in Canada, ma i 5 secondi inflitti al tedesco per la manovra su Hamilton hanno tolto il sorriso al quattro volte campione del mondo che, con la debacle di Monza, ha visto salire a 22 i GP senza successi. Anche il dato relativo alle pole position sorride nettamente al monegasco: sono 4, infatti, le partenze dal palo conquistate dal baby prodigio (Bahrain, Austria, Belgio e Italia) contro l'unica del tedesco fatta registrare a Montréal. Non va certo meglio dal punto di vista dei punti messi a referto: Leclerc, infatti, è quarto nel mondiale piloti con 182 punti a 3 sole lunghezze dal terzo posto occupato attualmente da Max Verstappen ma soprattutto 13 di vantaggio sul proprio compagno di squadra. La corsa al titolo piloti sembra ormai essere chiusa – con Lewis Hamilton al quale solo la matematica impedisce di festeggiare il sesto mondiale della carriera –  ma la seconda piazza alle spalle dell'inglese, un risultato comunque importante per la scuderia italiana, è distante solo 39 punti per Leclerc mentre Vettel dovrebbe recuperarne 52 al finlandese Bottas per prendersi il titolo di vice campione al quale, nelle ultime stagioni, era abbonato. Sarà compito del team principal Binotto gestire il dualismo interno decidendo se incoronare il monegasco prima guida in maniera ufficiale o continuare a lasciar liberi i piloti di lottare.

Sebastian Vettel e Charles Leclerc – Getty images
in foto: Sebastian Vettel e Charles Leclerc – Getty images