Il team principal Ferrari Mattia Binotto – LaPresse
in foto: Il team principal Ferrari Mattia Binotto – LaPresse

La rivalità tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc, nel weekend di Sochi, ha toccato l'apice con l'ordine di scuderia non rispettato da parte del tedesco e il giovane monegasco a chiedere alla squadra come comportarsi: prima ancora, però, c'erano stati altri screzi tra i due piloti come il sorpasso a Singapore del quattro volte campione del mondo mentre Leclerc era ai box oppure la mancata scia concessa proprio dall'ex Alfa Romeo Sauber al suo compagno di squadra nel giro decisivo della qualifica di Monza.

Una situazione, quella in casa Ferrari, che potrebbe diventare esplosiva ma che, almeno per il momento, il team principal Mattia Binotto è riuscito a tenere parzialmente a bada nonostante qualche polemica di troppo scatenata dal comportamento dei due piloti. Secondo l'ex pilota JJ Lehto, però, il problema della Rossa non è da ricercarsi nell'esuberanza di Vettel e Leclerc, ma nella mancanza di leadership di Binotto:

Per un team avere una situazione come la sua è un lusso perché abbiamo avuto modo di vedere quanto la lineup dei piloti sia competitiva; secondo me in Ferrari il problema principale è la mancanza di una leadership forte – ha ammesso l'ex pilota finlandese in un'intervista concessa a Iltalehti -. Mi piaceva molto Maurizio Arrivabene, che sembrava essere in grado di tenere il team sotto controllo con autorità. Binotto è molto differente, è più un ingegnere. Forse il controllo che esercita sul rapporto tra i suoi piloti non è dei migliori.

Secondo l'ex-Benetton e Dallara, quindi, sarebbe la mancanza di polso di Binotto a creare i problemi tra i due piloti, entrambi veloci e con la stessa voglia di vincere dimostrando all'altro di essere superiore. Una situazione che se da un lato potrebbe spingere entrambi a migliorarsi, dall'altro rischia di creare attriti soprattutto in ottica 2020 quando Vettel e Leclerc partiranno per forza di cose alla pari ma soprattutto dovranno lottare per il titolo giocandosi non solo la vittoria in gara ma anche quella di diventare campioni del mondo.