Sarebbero bastati quattro punti ma Lorenzo Dalla Porta ha voluto fare le cose in grande a Phillip Island, vincendo pure la gara, una corsa che si è messa preso in discesa con la caduta del suo primo rivale Aron Canet, finito a terra dopo appena tre giri. Il GP di Australia si chiude nel miglior modo possibile per il 22enne della Honda Leopard che conquista vittoria e titolo iridato, diventando il primo pilota italiano laurearsi campione della Moto3 a 15 anni di distanza dal titolo di Andrea Dovizioso in 125, l’ultimo azzurro ad aver vinto il titolo della classe minore del Motomondiale. Per il team è festa grossa con la doppietta di Marcos Ramirez che in volata ha battuto Albert Arenas e Tatsuki Suzuki.

Dalla Porta campione del mondo Moto3

Grande Dalla Porta, pilota di Prato classe 1997 che ha impostato una gara intelligente e sempre nei primi tre, conquistando una vittoria lo consacra campione del mondo 2019. “È una sensazione fantastica, è incredibile – le sue prime parole a caldo – . Ho visto la caduta di Aron e ho pensato solo a vincere e al campionato. Grazie a tutti perché hanno fatto un lavoro fantastico”.

Lorenzo Dalla Porta, 22 anni, festeggia il titolo Moto3 insieme a tutto il team Leopard Racing / Getty
in foto: Lorenzo Dalla Porta, 22 anni, festeggia il titolo Moto3 insieme a tutto il team Leopard Racing / Getty

Una storia incredibile quella di Dalla Porta, campione italiano 125GP nel 2012 e del Cev Moto3 2016, entrato dal 2017 a tempo pieno in Moto3 dopo aver tappato i buchi di diverse squadre in sostituzione di piloti infortunati o addirittura licenziati, come quando nel 2016 completò la stagione al posto di Romano Fenati nel team VR46 di Valentino Rossi. Portacolori del team Leopard dal 2018, lo scorso anno ha conquistato la sua prima vittoria a Misano, alla sua gara numero 48, il numero che ha sempre portato sulla carena per la nonna Nicoletta, che gli regalò la prima moto, tristemente scomparsa prima della gara in Thailandia e che Lorenzo ha voluto ricordare anche nell’intervista internazionale. “Questa vittoria la dedico a mia nonna, le ho promesso che lo avrei fatto – dice il pilota toscano – . In tutta la vita mi ha appoggiato in questo, come anche mio papà, ma lei era speciale, era come se fossi due volte suo figlio”.