Confronto tra la ferita del 2019 (sx) e quella del 2018 (dx)
in foto: Confronto tra la ferita del 2019 (sx) e quella del 2018 (dx)

Secondo intervento in due anni, questa volta alla spalla destra dopo quello alla sinistra, per risolvere sempre lo stesso problema. In seguito alla caduta rimediata nelle qualifiche del GP di Malesia dello scorso novembre, Marc Marquez ha dovuto fare di nuovo i conti con una lussazione che si è ripresentata anche in Andalusia, dopo la scivolata rimediata nell’ultimo test dell’anno a Jerez de La Frontera per cui, insieme ai medici, ha deciso di andare ancora sotto i ferri per evitare ulteriori complicazioni.

Marquez, stavolta la ferita è meno seria

Come nella passata stagione, l’intervento è stato condotto dall’equipe del dott. Xavier Mir presso l’ospedale Dexeus di Barcellona ed è stato lo stesso specialista spagnolo a spiegare che questa volta la decisione di ricorrere all’operazione è stata “più difficile” essendo la lesione “meno grave” di quella dello scorso anno. “Per Marc questo significherà saltare di nuovo le vacanze invernali, poiché da subito dovrà iniziare la riabilitazione” ha amaramente prospettato Mir ai microfoni di MotoGP.com. Una prescrizione che Marc sta già rispettando in pieno, tornato a casa sua a Cervera, dove ha iniziato a lavorare al recupero. Poche ore fa, attraverso i social, il campione della Honda ha infatti mostrato per la prima volta i segni dell’intervento e la radiofrequenza cui si sta sottoponendo con l’aiuto del suo amico e preparatore atletico Carlos Garcia.

Nel video pubblicato nelle sue storie Instagram ciò che balza subito all’occhio è che, stavolta, la ferita è molto meno seria di quella dello scorso anno. Specchio evidente di un intervento meno complicato per il cui è ipotizzabile un recupero più veloce rispetto a un anno fa. In ogni caso, la prognosi assegnata dal dott. Mir è stata di circa sei settimane: “Anche se non sarà al cento per cento della forma fisica – ha chiarito sempre Mir – credo che Marc sarà pronto a tornare in pista per i test invernali di Sepang (7-9 febbraio 2020, ndr). Nei casi come il suo, la guarigione completa avviene in circa tre mesi ma i piloti ci hanno abituato a dimezzare i tempo di recupero. L’importante sarà che inizi la nuova stagione nelle migliori condizioni possibili”.