Marc Marquez, 25 anni / Getty images
in foto: Marc Marquez, 25 anni / Getty images

Nove vittorie stagionali, quattro secondi posti e un terzo che gli sono valsi il settimo titolo iridato in carriera, il quinto in sei anni di MotoGP. Questa l’impareggiabile tabella di marcia con cui anche nel 2018 Marc Marquez ha continuato a mettere tutti in riga, confermando lo strapotere di un pilota nato e cresciuto per dominare questo sport. L’impressione è che, di anno in anno, il campione di Cervera alzi sempre più l’asticella, frantumando qualsiasi primato trovi sul suo cammino.

"Agostini? Inarrivabile"

Ma dove può arrivare el Cabroncito del mondiale? La risposta arriva proprio da Marquez che, in un’intervista a Sky Sport che andrà in onda a Natale, si è ritrovato a parlare dei 15 mondiali conquistati da Giacomo Agostini, un record da sempre apparso inarrivabile ma che, viste le premesse, sembra ormai vacillare. “Nessun pilota dell’epoca moderna arriverà ad Agostini – ha detto Marquez con una buona dose di scaramanzia – Un giorno arriverà un altro giovane pilota più forte di me, la vita è così. Noi proveremo a vincere un’altra volta e vediamo dove arriviamo”.

Sulla stagione conclusa, Marquez ha ammesso di aver commesso “qualche errore, come tutti gli altri, ma sono ancora ancora giovane. Al Mugello ho sbagliato e anche a  Valencia, dove non ho ascoltato la scelta delle gomme. Se hai la pressione del Mondiale scegli la gomma che sceglie il tuo rivale, invece sono caduto e devo imparare”. In ogni caso “questa stagione mi ha insegnato a non essere stressato. Nel 2017 ho vinto ma c’era troppo stress in me, quest’anno dall’inizio sono stato calmo”.

"L’esperienza di Valentino e la guida pulita del Dovi"

Calma e… sangue freddo, in particolare quando ci si ritrova a battagliare contro avversari da cui, racconta, c’è sempre da imparare. Così, quando gli è stato chiesto cosa ruberebbe ai suoi rivali, la replica di Marquez non si è fatta attendere. “Da Valentino l’esperienza, la domenica fa sempre un po’ di più; nel weekend fa fatica, ma la domenica fa qualcosa di speciale, non so dove lo trova. Da Dovizioso la sua guida pulita e precisa, questo è molto importante in MotoGP. Da Lorenzo la sua velocità in inserimento di curva…”. Parlando poi del maiorchino con cui dividerà il box Honda nelle prossime due stagioni ha aggiunto: “Jorge ci potrà dire come funziona la Ducati. Questo è il vantaggio di quando arriva un compagno di team da un’altra squadra. La Ducati dal punto di vista aerodinamico è sempre un passo avanti. Abbiamo un buon rapporto, naturalmente non siamo amici, nessuno lo è, ma fuori dalla pista abbiamo un rapporto professionale. Con Dani Pedrosa invece c’era davvero un gran bel rapporto, ma anche con lui ho litigato nel 2013 e nel 2014 perché il livello era simile. Fuori dalla pista passiamo tante giornate insieme” ha concluso.