Come sta Michael Schumacher? Questa è la domanda che i tifosi del sette volte campione del mondo e, più in generale, tutti gli appassionati di Formula 1, continuano a porsi, cercando su Google oppure su Wikipedia notizie sulla sua salute. Così da anni, oggi esattamente sei dal terribile incidente sulle nevi di Meribel, località sciistica delle Alpi dell’Alta Savoia francese, in una mattinata drammatica per il tedesco che, in un tratto fuoripista, dove si trovava insieme a suo figlio Mick, batteva la testa contro una roccia in un urto tanto violento da rompere il casco che indossava. Di quel 29 dicembre 2013 resta solo un video dei primi soccorsi, il rombo cupo dell’elicottero bianco che si alza in volo con Michael a bordo, diretto in codice rosso all’ospedale di Grenoble, dove due operazioni chirurgiche gli hanno salvato la vita. Da lì, il primo bollettino medico che parlava di “condizioni critiche, le quattro settimane di coma indotto e i diversi mesi di rianimazione, fino al trasferimento all’ospedale del Vaud, a Losanna, per poi tornare nella sua casa svizzera di Gland, sulle rive del lago di Ginevra.

Le notizie sulle condizioni a 6 anni dall'incidente

Dall’incidente di sei anni fa ad oggi, a conoscere la verità sulle condizioni di Schumacher sono la moglie Corinna, i suoi due figli, Gina Maria e Mick, e in pochissimi vicini alla famiglia che “a testa alta” affronta quella che, in una delle rare dichiarazioni ufficiali, è stata descritta come “una lunga battaglia” per Michael e per chi gli sta accanto. La famiglia non ha mai voluto parlare della sua salute ma secondo il parere di noti neurologi, il pilota tedesco è fuori dal coma, pur vivendo in uno stato semi-vegetativo. Uno dei medici che lo aveva curato nei mesi trascorsi all’ospedale di Grenoble disse di un recupero caratterizzato da diversi step, forse in tre o più anni, ma dai terapisti, medici e infermieri che quotidianamente lo assistono a casa sua in Svizzera, dove il suo vecchio ufficio è stato trasformato in una clinica privata, non è mai trapelata alcuna informazione. Lo scorso luglio si è accesa una nuova speranza, dopo che il quotidiano francese Le Parisien ha rivelato il suo ricovero all’ospedale Georges Pompidou di Parigi dove sarebbe stato sottoposto a una cura “top secret a base di cellule staminali.

MIchael Schumacher. A sei anni dall'incidente sugli sci non è mai più apparso in pubblico / LaPresse

Michael continua a combattere per tornare a una vita normale” ha detto più volte Jean Todt, ex direttore della Scuderia Ferrari ai tempi di Michael alla Rossa ma soprattutto grande amico del tedesco, probabilmente l’unico ad avergli fatto visita e ad aver rivelato di aver trascorso con lui del tempo, nel weekend del GP del Brasile dello scorso anno. Secondo la Bild, il tabloid tedesco che più di tutti in questi anni ha cercato di fare luce sull’argomento, Todt e Schumacher “hanno visto insieme la gara di Interlagos”: una news che non è mai stata smentita dal manager francese che, d’altra parte, ha cercato in ogni modo di non tradire la fiducia della famiglia che continua a chiedere il massimo rispetto per la privacy. Le ultime informazioni ufficiali su Schumacher risalgono a pochi giorni fa, quando la moglie Corinna ha concesso un’intervista al magazine inglese Mirror. “Le grandi cose iniziano con piccoli passi – avrebbe detto, ammettendo che – molte piccole particelle possono formare un grande mosaico” in riferimento all’incessante sostegno dei milioni di fan iscritti alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del campione e all’attività della Fondazione no-profit Keep Fighting direttamente ispirata a Schumacher. #Keepfighting e #NeverGiveUp sono invece gli hashtag con cui la famiglia “incoraggia le persone a non mollare mai” come dichiarato più volte sia da Corinna, sia dalla manager del tedesco, Sabine Kehm. “In questo modo cerchiamo di trasformare un terribile evento in qualcosa di positivo”.

 

Assoluto riserbo, dunque, ma anche tanta attività attraverso i social. “Siamo in contatto con molti fan – ha spiegato sempre Kehm, diventata il punto di riferimento della stampa dopo l’incidente – . La famiglia desidera parlare dell’immagine forte di Michael, piuttosto che di quanto accaduto il 29 dicembre”. Uno dei gesti più toccanti è invece arrivato dalla figlia Gina Maria, 22enne campionessa di reining come la mamma, che lo scorso novembre si è esibita a Verona, scegliendo per lo show in costume la tuta del papà in Ferrari e il cavallo vestito di rosso a rappresentare il “collega” rampante di Maranello. Suo fratello Mick, al contrario, è un pilota di Formula 2, entrato tra l’altro a far parte della rosa di giovani talenti della Ferrari Driver Academy, con il sogno di una futura promozione in Formula 1. Il 20enne figlio di Michael ha ereditato dal padre la passione per i motori: “Per me è il più grande, e lo sarà sempre. Anche se un giorno qualcuno batterà i suoi primati e lo raggiungerà a sette Mondiali (Lewis Hamilton potrebbe eguagliarlo nel 2020, ndr), per me sarà sempre il migliore, perché è il mio eroe, ed stato il primo a farlo”. Affetto senza riserve e supporto incondizionato da parte dei suoi cari, mentre i fan di tutto il mondo continuano a fare il tifo per lui, per il campione più vincente della storia, l’ex ferrarista dei record e il più grande di tutti i tempi, nella speranza di conoscere i suoi progressi e apprendere presto buone notizie. #KeepFightingMichael, non mollare mai!