Una mostra per far rivivere il mito di Michael Schumacher: la famiglia del campione tedesco, al Motorworld Rhineland di Colonia, ha deciso di esporre la collezione privata del sette volte campione del mondo permettendo ai numerosi fan di vedere da vicino tute, caschi e vetture con la quale l'ex ferrarista ha scritto la storia della Formula 1. Tra i tanti ospiti accorsi nel giorno dell'inaugurazione c'era anche Luca Cordero di Montezemolo, il presidente della Ferrari nell'era Schumacher nonché suo grande amico, uno dei pochi a conoscere realmente di condizioni di salute del campione dopo l'incidente sulle nevi di Meribel.

L'abbraccio con la famiglia del campione

L'ex numero uno del Cavallino è giunto a Colonia per visitare la mostra allestita, ma soprattutto per riabbracciare la famiglia di Schumacher alla quale è molto legato. Un rapporto, quello tra Luca Cordero di Montezemolo e il sette volte campione del mondo, nato in pista e consolidato fuori fin dai tempi del suo approdo a Maranello e mai scalfito neanche dal "tradimento" di Schumacher, tornato in pista nel 2010, dopo essersi ritirato, con i colori Mercedes. Un incontro molto toccante quello tra l'ex presidente della Rossa e la famiglia composta dalla moglie Corinne, dal figlio Mick, che dal padre ha ereditato la passione delle corse e che si sta mettendo in luce in Formula 3, dalla figlia Gina Maria e da Padre Jorge, amico spirituale della famiglia.

Michael Schumacher e Luca Cordero di Montezemolo
in foto: Michael Schumacher e Luca Cordero di Montezemolo

Le condizioni di Schumacher

Un'occasione per passare del tempo insieme ricordando i vecchi tempi e per fare visita, magari, anche all'amico in difficoltà, che prosegue le cure riabilitative insieme all'equipe di medici che lo segue giorno e notte dopo l'incidente sulle piste da sci. La famiglia mantiene il più stretto riserbo sulle condizioni di Michael Schumacher. "Le persone vedono e capiscono che le sue condizioni di salute non devono essere condivise agli occhi del pubblico. Il suo recupero è un processo continuo e non è possibile cambiare quanto successo" era stata l'ultima dichiarazione della sua portavoce personale, Sabine Kehm, ad evidenziare come nulla trapeli dalla famiglia che si è stretta intorno al dolore del campione in difficoltà.