Ralf Waldmann – Getty images
in foto: Ralf Waldmann – Getty images

Tragedia nel mondo delle due ruote: Ralf Waldmann, ex pilota del motomondiale, è morto per cause ancora ignote: la prima ipotesi sembra essere quella legata a un attacco cardiaco. Un passato importante quello del pilota tedesco, grande rivale di Max Biaggi ai tempi della 250, classe della quale per ben due volte è stato vice campione del mondo.

Ancora da chiarire la causa del decesso

Waldmann, 51 anni, è stato trovato senza vita dalla compagna Heike, preoccupata di non vederlo tornare dopo essere andato a casa dei genitori per una riparazione all'impianto di riscaldamento.. Il debutto era arrivato nel 1986, nella classe 80cc ad Hockenheim, per poi affacciarsi alla 125 due anni dopo nella quale riuscì a vincere la sua prima gara nel 1991 proprio nella gara di casa in Germania e conquistando il 3° posto sia nel 1991 sia nel 1992. Poi il passaggio in 250 nella quale è stato vice campione nel 1996 e nel 1997, alle spalle di Max Biaggi; particolarmente intenso il duello tra i due nel 1996 dove il Corsaro riuscì a vincere per appena sei punti conquistando l'ultima decisiva gara in Australia. Poi, l'anno seguente, i due furono accomunati dal destino sotto la casa dell'ala dorata prima del grande salto nella classe regina da parte del tedesco con la squadra di Kenny Roberts, correndo però solo per un anno nella classe regina, tornando nella quarto di litro nel 1999. Ha corso poi fino al 2000, disputando ancora tre wild card nel 2002.

Waldmann ha corso, nell'arco della sua carriera, 169 Gran Premi ottenendo un totale di 20 vittorie. Una delle più entusiasmanti a Donington Park nel 2000, quando con l'asfalto completamente bagnato riuscì a battere in extremis il francese Olivier Jacque, lo stesso tracciato sul quale fece anche il suo ritorno nel 2009, quando a 43 anni ebbe il coraggio di sostituire Vladimir Leonov, senza riuscire però a portare a termine la gara. Per lui anche un record singolare; il tedesco, infatti, è il corridore ad aver vinto più GP senza mai diventare campione del mondo. Una volta appeso il casco al chiodo Waldmann aveva lavorato come commentatore per Eurosport.