Andrea Dovizioso è uno dei migliori staccatori della MotoGP. Sempre ai primi posti nella classifica dei piloti che frenano più forte, il pilota Ducati continua a confermare quanto dicono tutti i tecnici che hanno lavorato con lui nel Mondiale, un metodo di lavoro che negli anni gli è valso l’appellativo di pilota-ingegnere per la grande capacità di analizzare il comportamento della moto e la bravura nel presentare richieste specifiche per lo sviluppo di determinate componenti. In occasione di una visita alla Brembo, il pilota Ducati ha parlato del suo stile di guida e spiegato il suo “rapporto” con la frenata. “Sono sempre stato molto esigente con i freni  – spiega DesmoDovi – . Per me è fondamentale che siano reattivi e precisi. Io sono solito frenare usando le due dita sulla leva anteriore”.

Il freno a pollice

Dovizioso è stato uno dei primi ad utilizzare il freno posteriore a pollice – la soluzione che venne ideata per aiutare Mick Doohan a tornare a guidare in​ 500 dopo l’incidente nelle prove del GP d’Olanda del 1992 in cui rischiò l’amputazione della gamba destra. “Usavo la pompa pollice già in HRC, poi l’avevo accantonata. L’ho reinserita in Ducati e mi fa piacere vedere che tanti piloti l’hanno riscoperta. Io però la uso solo nelle curve a destra perché in quelle situazioni, a centro curva, non hai la possibilità di usare il freno posteriore con il piede. Per riuscirci, alcuni tengono il piede in avanti, altri lo spostano sulla punta della staffa”. Alcuni piloti si servono della pompa pollice per evitare il pattinamento in curva, ma il pilota della Ducati esclude questo utilizzo: “La potenza che puoi esercitare con il dito sulla pompa pollice è comunque minore rispetto a quella che puoi esercitare con il piede. Ed è per questo motivo, infatti, che la uso solo quando la moto ha la massima angolazione di piega”.

Dovizioso è stato anche tra i primi a vincere una gara della MotoGP con i dischi in carbonio sotto la pioggia. “È una bella novità perché ci dà la possibilità di avere un freno più costante, come sull’asciutto, e per uno che stacca forte come me è fondamentale. Certo, è una situazione non facile da gestire e non è facile tenerli in temperatura quando fa veramente freddo, ma per me rappresenta un grandissimo passo in avanti. Abbiamo corso in situazioni molto al limite ma siamo riusciti a farli funzionare bene – ricorda Dovizioso che li ha utilizzati anche nell'ultima gara sul bagnato, a Valencia nel 2018. Nell’intervallo tra le due gare – il GP fu interrotto e poi fatto ripartire, ndr – abbiamo fatto una modifica alla moto e ho potuto spingere un po’ di più in frenata.

Passato e futuro dei freni

Dovizioso utilizza i freni Brembo da una decina di anni. “In 125 e 250 i margini di personalizzazione dei freni sono molto limitati. Devi solo trovare il tuo set-up e il resto arriva di conseguenza. Invece in MotoGP è tutto molto estremo e nell’ultimo decennio i freni sono cambiati tanto: è aumentato sia il diametro dei dischi sia l’altezza della fascia frenante con diverse combinazioni disponibili. Anche le pinze freno hanno seguito un’evoluzione tecnologica notevole combinata ad un aumento delle opzioni di scelta a disposizione di ciascun pilota. Adesso stiamo andando in un contesto dove non ci sono più limiti”. Parlando infine delle richieste fatte ai tecnici e del suo modo di concepire la staccata, ha concluso: “A me piace avere molta reattività e avere meno gioco possibile sulla leva, prima dell’attacco. C’è stato un grosso lavoro da parte di Brembo su quest’aspetto nel corso degli anni al fine di migliorarsi. Correre con una moto italiana e con i freni italiani fa ancora più piacere quando si ottengono i risultati.”