Guido Meda e Valentino Rossi / Getty
in foto: Guido Meda e Valentino Rossi / Getty

La formazione di Sky Sport Motori, capitanata dal veterano Guido Meda, sembra avere il fiato corto. Del resto, gli ascolti dell’ultimo anno parlano chiaro: la finale di Valencia, trasmessa dal canale 208, ha raccolto 680mila spettatori medi, mentre sul 207, la gara della Formula 1 in Brasile, che si è disputata nella concomitanza serale con l’evento delle 14, ha totalizzato 1.714.000 spettatori. Una tendenza che ha confermato i numeri dell’intera stagione dei motori trasmessa dalla piattaforma satellitare ora nelle mani del gruppo statunitense Comcast. Risultati su cui la dirigenza ha già fatto le prime riflessioni in ottica futura.

Già silurata TV8

Quest’anno si comincia con la cancellazione del programma condotto da Davide Camicioli che moderava ospiti importanti come Giacomo Agostini e Marco Lucchinelli: su TV8 resta invariata la programmazione delle gare ma Studio MotoGP, la trasmissione che andava in onda prima e dopo tutti Gran Premi (sia in chiaro sia differita) e che spesso abbatteva la barriera del milione di telespettatori, non ci sarà più, totalmente rimossa dal palinsesto del canale terrestre. A questa notizia si aggancia l’indiscrezione lanciata oggi da Motorsport.com che ritiene ormai prossima al capolinea l’avventura di Sky nel mondo delle due.

A Milano Rogoredo (la base operativa di Sky Italia, ndr) temono che la MotoGP possa avere un tracollo di spettatori – si legge sul network internazionale – . L’andamento, purtroppo, è quanto mai chiaro e anche i dati delle due gare di Mugello e Misano, vale a dire le prove tricolori in calendario, non hanno entusiasmato, lanciando i primi segnali di qualcosa che non sta andando per il verso giusto: l’appuntamento del GP d’Italia ha registrato un sonoro -28% di spettatori rispetto al 2018 e la gara romagnola ha chiuso la diretta con un -18%”. Il calo di ascolti sarebbe ascrivibile “al predominio di Marc Marquez, ma non solo. Valentino Rossi non vince più una gara da tre anni (Assen 2017) e […] se con il nove volte campione del mondo ancora in pista si è registrato un calo degli ascolti, cosa potrebbe succedere se a metà di un contratto per il rinnovo dei diritti esclusivi della MotoGP il “Dottore” dovesse decidere che è arrivato il momento di appendere il casco al chiodo?”.

Addio alla MotoGP su Sky?

Il nodo del ritiro di Valentino Rossi che, con il contratto con la Yamaha in scadenza alla fine del 2020, dovrà presto decidere se continuare o meno a correre in MotoGP, preoccupa Sky Italia. “Del resto il piano editoriale di Guido Meda è sempre molto “dipendente” da Valentino aggiunge sempre Motorsport che, con l’eventuale uscita del campionissimo, prospetta uno scenario non nuovo per il mondo delle competizioni. Con l’ipotesi del tracollo di spettatori (“Com’era accaduto allo sci con il ritiro di Alberto Tomba”) Sky Italia sarebbe pronta “a sfilarsi da un rinnovo contrattuale con la Dorna”.

L’accordo tra Dorna e Sky per l’esclusiva dei diritti in Italia della MotoGP scadrà alla fine del 2021 e il rischio è che il rinnovo non vada in porto. “Sarà disponibile la Dorna a tagliare il valore dei diritti, oppure saprà trovare in Italia una televisione che voglia rilevare il ruolo di Sky?” è dunque l’interrogativo al centro della questione. Ad approfittare della situazione potrebbe essere un altro network televisivo che opera in Italia, vale a dire Eurosport. “Potrebbe offrire la MotoGP in esclusiva sul suo player con lo streaming e l’offerta on demand (che già trasmette la Sbk)”. Dorna, che considera il nostro Paese strategico negli ascolti del Motomondiale, starebbe però cercando anche una diversa soluzione che potrebbe essere rappresentata da Dazn, la piattaforma di sport in streaming, attiva in Italia dall’agosto del 2018 che con Sky è titolare dei diritti del calcio di Serie A, e che in Spagna trasmette la MotoGP già dal 2019.