Sogna Quartararo. Vorrebbe diventare il secondo vincitore più giovane della MotoGP. Marquez però lo studia, ne francobolla i movimenti, le minime oscillazioni, e alla Quercia, all'ultimo giro, disegna una staccata da campione. Di quelle che segnano una differenza, che misurano una distanza tra chi grande lo è e chi magari lo sarà. Marquez si tiene il primato di precocità e torna a vincere una gara dopo essersi qualificato fuori dalla top 4 è stato come non gli succedeva dal Gran Premio del Giappone del 2018. Terzo è Vinales poi Rossi, Morbidelli e Dovizioso.

Quartararo parte alla grande

Valentino Rossi, il pilota più vincente della MotoGP a Misano insieme a Jorge Lorenzo (tre trionfi ciascuno) sceglie la gomma media avanti e dietro, praticamente come tutti i top driver, senza differenze. Il pesarese, soddisfatto che la temperatura dell'asfalto sia un po' più bassa di ieri, si è classificato per il secondo anno consecutivo in settima posizione. Nelle ultime due occasioni in cui era partito fuori dalla prima fila a Misano (2011 e 2018) aveva chiuso proprio al settimo posto la gara.

E' corto il tratto dalla linea di partenza alla prima frenata, l'imbocco della variante del parco. Su un asfalto che si presenta con poco grip, meno di un anno fa, si insinua benissimo Quartararo mentre dietro si ingolfa Espargaro, secondo per la seconda volta da quando è approdato in MotoGP (miglior risultato in qualifica per la KTM, battuto il terzo posto di Zarco a Brno). Quartararo duella con Vinales, che aveva promesso di voler partire forte. Punta a vincere, lo spagnolo della Yamaha, e già dopo la qualifica lasciava intendere di aver lavorato con il team proprio per lo spunto nei primi giri.

Marquez attacca Vinales

La KTM perde nei tratti guidati ma nei tratti veloci sfugge di motore. I due davanti tirano la volata, Marquez capisce che deve star loro vicino e rompere il ritmo. Così scatta subito, si mette dietro i battistrada e lascia dietro Morbidelli, che pure si pensava potesse rimanere più vicino alla luce del passo mostrato nel warm-up. Quartararo con una mossa da applausi in uno spazio strettissimo, brucia Vinales ed è come se qualcosa si rompesse in "Top Gun", infilato un paio di giri dopo da un Marquez entrato in modalità Marc-attack.

Dovizioso riesce a stare sull'1.34 basso, ma galleggia all'ottavo posto soprattutto per colpa del sesto tempo in qualifica: fosse partito più avanti, avrebbe potuto stare con Rossi e Espargaro a lottare per il quarto, quinto posto nelle prime fasi di gara. Ma è evidente che pensare a quanto sarebbe successo se rimane un esercizio di speculazione teorica.  "Le gomme si consumano un po' di più dell'anno scorso, ma Misano non è mai stata una pista dove c'è stato un grosso degrado in gara" spiegava ieri, dopo aver sottolineato anche il miglioramento della Ducati rispetto a sessioni di prove libere in cui faticava a stare nei primi dieci. "Ci sarà un calo, ma limitato, quindi credo che chi ha il passo migliore potrà fare la differenza in tutte le fasi".

Rossi insegue e passa Morbidelli

I primi rimangono tutto sommato vicini nella prima decina di giri. Davanti Marquez si avvicina a Quartararo, che riesce a disegnare traiettorie strettissime alla curva del "Tramonto" ed entra anche con più velocità del Cabroncito al Curvone, il punto più adrenalinico del tracciato, epifania dello spirito di un tracciato che racconta la terra italiana dei motori.

Rossi si contiene, ai margini delle prime quattro posizioni. Il suo piano di gara prevedeva una seconda parte di gara più veloce della prima. Ma ha qualcosa più di Dovizioso e prova anche ad attaccare Morbidelli, che comunque conduce la gara migliore della stagione. Lo porta anche, un primo attacco, ma al Tramonto Morbidelli incrocia e gli resta davanti. In quel tratto traccia una traiettoria più stretta, il Dottore è più armonico e rotondo, e alla fine al Carro si infila con un sorpasso maturo a dieci giri dalla fine.

Cade Rins, che perde l'anteriore alla Rio subito dopo una notifica di Long Lap Penalty. Marquez invece è lì, sottile e pungente come un ago ipodermico sotto la pelle di Quartararo. Lo insegue, lo aspetta, lo stuzzica ma senza colpire. La risacca della corsa, il ritmo scende fino a sei, cinque giri dalla fine, li avvicina. E' un respiro essenziale, prima di accelerare dentro l'imbuto degli ultimi giri. Dentro un duello di carisma e personalità. Il nuovo campione regge fino a pochi chilometri, fino alla metà dell'ultimo giro. Marquez si infila di slancio e con la classe del campione vola. Sempre più alto, sempre più lontano.