Tito Rabat, 30 anni, al box / Getty
in foto: Tito Rabat, 30 anni, al box / Getty

Il fine settimana di Motegi diventa sempre più complicato per Tito Rabat, arrivato in Giappone con una mano dolorante a causa di un infortunio rimediato in allenamento. Il pilota spagnolo è incappato in una caduta nelle fasi finali delle FP3 di questa mattina, rimediando un ulteriore colpo alla mano che si è gonfiata, costringendolo a saltare le qualifiche di oggi pomeriggio. Come se non bastasse, a fine giornata gli Steward della MotoGP gli hanno notificato una sanzione che, qualora riuscisse a recuperare per la gara di domani, lo costringerà a partire dalla pit-lane oltre che a scontare 5 secondi di penalità.

Rabat penalizzato: ha montato il sesto motore

Questa la sanzione che è stata decisa dai commissari dopo che alcuni controlli tecnici hanno evidenziato che sulla Ducati del pilota spagnolo è stato montato un sesto motore, uno in più dell’allocazione prevista dal regolamento che ne consente soltanto cinque con sviluppo congelato per le squadre che non godono di concessioni. Da regolamento, in caso di utilizzo di un motore aggiuntivo, è previsto infatti l’obbligo di prendere il via dalla pit-lane. Lo spagnolo dovrà però scontare anche 5 secondi di penalità quando il semaforo della corsia dei box diventerà verde perché la squadra non ha notificato al direttore tecnico del campionato l’utilizzo di nuovo propulsore.

Una brutta tegola dunque per Rabat al termine di una giornata durante la quale a finire sotto la lente dei commissari è stata anche la Suzuki di Sylvain Guintoli dopo che il collaudatore francese ha apertamente ammesso nel debrief con la stampa di utilizzare un motore con specifiche 2020, contravvenendo a quanto previsto dal regolamento del campionato che prevede che anche i piloti wild card debbano usare motori omologati per la stagione in corso. Per questo motivo, Guintoli è stato squalificato dalle FP1 e dalle FP2 ma ha potuto continuare tranquillamente il weekend di gara montando un motore regolamentare.