Valentino Rossi vs Marc Marquez, ci risiamo. La scintilla che riaccende il fuoco che cova sotto alla cenere è un nuovo episodio accaduto al termine delle qualifiche del Gran Premio di San Marino a Misano. Nell’ultimo giro lanciato, quando in pista si sfruttavano gli istanti finali per cercare una buona posizione in griglia, i due si sono ritrovati uno dietro l’altro, con Rossi seguito dallo spagnolo intento a sfruttargli la scia. Valentino pare rallentare, si lascia sfilare da Marquez che si ritrova davanti ma, dopo pochi metri sembra sia lo spagnolo a sua volta a mollare il gas. Poi, alla curva 14, Valentino lo sorpassa con decisione mentre Marc frena forte per evitare di tamponarlo. Un botta e risposta che, visti i precedenti tra i due, assume contorni più ampi. Sia Valentino Rossi sia Marc Marquez verranno infatti ascoltati dalla Direzione Gara che ha convocato entrambi per fare luce su quanto accaduto.

Il malinteso di Misano secondo Marquez

In attesa del commento di Valentino Rossi e di capire se ci saranno conseguenze in termini di sanzioni e penalità, è stato Marc Marquez a dare la sua versione dei fatti: “Sapevo che non sarebbe stata una delle migliori qualifiche – premette ai microfoni di Sky Sport dopo aver centrato il quinto tempo delle Q2 – . Non è andata proprio come ci aspettavamo, ma l’importante è partire davanti ad Andrea Dovizioso”.

È stato un po’ strano, perché eravamo in qualifica – ammette sullo scambio di posizioni con Valentino – . Questa volta sono partito da solo dal box ma quando sono arrivato sul rettilineo opposto Valentino era lì che stava aspettando. In quel momento non c’era nessun motivo per spingere, così sono rimasto dietro a lui. Abbiamo fatto un giro lento, poi all’ultimo tentativo abbiamo spinto tutti e due. Lui, uscendo dalla curva 6 ha toccato il verde, e ho visto che andava più piano del solito. Così l’ho superato, ma quando siamo arrivati nella curva veloce mi è sembrato di toccare un po’ il verde. Sulla moto non sapevo se avevo davvero messo le ruote sul verde oppure no, così ho continuato a spingere forte. Quando poi siamo arrivati alla curva 14, ho visto che entrava molto forte, a una velocità a cui non si può fare quella curva. Non ho capito quali fossero le sue intenzioni, bisogna chiederlo a lui. La sola cosa importante per me è stata quello di vederlo in tempo ed evitare la caduta”.