Valentino Rossi / Getty
in foto: Valentino Rossi / Getty

Un curioso retroscena che riguarda Valentino Rossi e la decisione di sostituire Silvano Galbusera al box Yamaha è emerso nel dopo-gara di Sepang. Incalzato dalla stampa in lingua tedesca, il pesarese ha confessato che avrebbe potuto rimpiazzare il tecnico italiano con David Munoz già a partire da Buriram, cinque gare prima della fine della stagione, nonostante lo spagnolo fosse impegnato in Moto2 come capo meccanico di Nicolò Bulega nello Sky Racing team VR46.

Sì, avrei potuto farlo – ha ammesso Valentino a Speedweek.com – . Ma ho pensato che sarebbe stato meglio non avere fretta. Anche nell’interesse di Silvano”.

Rossi ha annunciato lo scorso ottobre il cambio del capotecnico per il 2020 e che la sua scelta è ricaduta su uno degli uomini della VR46. “David – ha spiegato sempre Valentino – parte da zero in MotoGP, ma abbiamo abbastanza tempo nei test invernali per abituarci l’uno all’altro”.

Il Dottore non ha però detto molto altro riguardo alle ragioni che lo hanno spinto a cambiare capo meccanico per la seconda volta da quando corre in MotoGP. Da un lato, aveva spiegato in Tailandia, in seguito a una riunione dopo la gara di Misano, erano emersi “vari fattori” che avevano portato a questa decisione: oltre alla volontà di Galbusera di “provare qualcosa di meno stressante” e che lo avrebbe portato a stare meno giorni lontano dall’Italia, la necessità di “dover cambiare qualcosa per migliorare la situazione. Del resto, dopo i due podi in Argentina e Texas, in questa stagione Valentino non è mai andato oltre il quarto posto, ritrovandosi a fare i conti con una serie di problemi tecnici che hanno compromesso la sua stagione.

Con l’arrivo del nuovo capo meccanico al box si prospetta in ogni caso una nuova scommessa per il campione di Tavullia visto che, come Galbusera che arrivava dalla Superbike, anche Munoz non ha alcuna esperienza in MotoGP. “David è molto più giovane (Munoz ha 41 anni, dunque è un coetaneo del 40enne Valentino, ndr ) e ha delle belle idee. L’anno scorso ha fatto un buon lavoro con Bagnaia, gestendo al meglio il finale di stagione, quando c’era molta pressione per il campionato, vedremo come andrà”.

Munoz debutterà al box in occasione dei test post-campionato a Valencia, previsti per martedì 19 e mercoledì 20 novembre. Non resta quindi che attendere poco più di una settimana per capire come un tecnico finora cresciuto nelle classi minori potrà approcciare alla MotoGP. Dalla sua, lo spagnolo vanta un cv di tutto rispetto, che si snoda tra il team di Sito Pons, dove ha lavorato come meccanico di Maverick Vinales e Alex Rins, fino alla corte del pesarese, dove è entrato prima come capo meccanico di Pecco Bagnaia e poi di Nicolò Bulega. In ogni caso, quella del 2020 si prospetta una stagione determinante per il futuro del Dottore dal momento che “dai risultati delle prime gare si capirà se sarà l’ultimo anno in MotoGP o se sarò abbastanza forte per continuare”. La speranza è che il metodo Munoz sommato alla versione 2020 della M1 possano riportare il 46 a quel livello di competitività perduto nelle ultime stagioni. “Vogliamo tornare davanti e almeno avere la possibilità di lottare per il Mondiale”.