Ogni automobilista, nel corso della sua carriera al volante, si è trovato a fare i conti con un multa: chiunque, infatti, almeno una volta nella vita ha commesso un'infrazione ma adesso non basterà far passare i soliti 60 giorni canonici per avere la certezza di averla passata liscia. La Cassazione, con ordinanza numero 26843/2018, ha stabilito che la multa non notificata è valida e anzi sarà la cartella esattoriale a sanare l'omessa notifica del verbale.

Sarà la cartella esattoriale a sanare l'omessa notifica del verbale

Il conducente che al volante della sua auto ha dunque infranto il Codice della Strada potrà ricevere direttamente la cartella esattoriale e, in caso di contestazione, dovrà farlo impugnando la cartella stessa specificando anche i vizi propri del verbale non notificato. Una situazione complicata da risolvere per l'automobilista in questione che, a distanza di anni, si troverà a dover dimostrare la propria innocenza nonostante la situazione che l'ha portato ad infrangere il codice, come nel caso della mancata segnalazione di un autovelox, possa essere mutata.

Secondo i giudici, però, la spiegazione è di natura squisitamente tecnico-giuridica: se il problema è che non si è ricevuta la notifica della multa, "l'opposizione alla cartella è finalizzata a recuperare il momento di garanzia di cui l'interessato sostiene di non essersi potuto avvalere nella fase di formazione del titolo per mancata notifica dell’atto presupposto". In questo modo, però, i Comuni potrebbero "dimenticare" di inviare la notifica del verbale presso l'abitazione dell'automobilista che non solo avrà difficoltà a contestare un atto di cui non ha avuto conoscenza, ma perderà la possibilità di pagare la multa con lo sconto del 30% entro 5 giorni dalla notifica del verbale e vedrà così addossarsi anche i costi della procedura di riscossione e gli interessi.