Adrian Newey e Sebastian Vettel ai tempi della Red Bull – LaPresse
in foto: Adrian Newey e Sebastian Vettel ai tempi della Red Bull – LaPresse

Il rendimento di Sebastian Vettel, in questo 2018, è stato piuttosto discontinuo: il pilota della Ferrari, infatti, ha altalenato prestazioni super ad errori da principiante come il contatto con Bottas in Francia o in Germania quando, in testa alla corsa, finì nella ghiaia a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia.Il tedesco, scivolato a 40 punti di ritardo dalla vetta del mondiale, occupata attualmente da Lewis Hamilton, ha bisogno di un vero e proprio miracolo sportivo per sperare ancora di laurearsi campione del mondo; per farlo avrebbe bisogno di vincere tutte e sei le gare rimaste da qui alla fine della stagione.

Il pensiero di Newey sul tedesco

In questo modo chiuderebbe il 2018 con un vantaggio di 2 punti – in caso di arrivo sempre al 2° posto di Hamilton – sul suo rivale. Una condizione, però, che difficilmente si verificherà viste anche le difficoltà del quattro volte campione a staccarsi dalle pressioni esterne concentrandosi solo sulla guida. Proprio Adrian Newey, progettista Red Bull che con Vettel visse l'epoca d'oro della scuderia di Milton Keynes, ha individuato nella mancata gestione della pressione l'unico limite del tedesco:

Sebastian lavora incredibilmente duro e quasi nessuno è più autocritico di lui. Se ha una debolezza, è che può commettere degli errori stupidi nella foga del momento, se riesce a guidare è quasi imbattibile – ha dichiarato ai microfoni del quotidiano Bild am Sonntag -.  Le persone affrontano la pressione in modo diverso: in macchina è responsabile non solo per se stesso, ma per l’intera squadra. Alcuni piloti non sono infastiditi, come i finlandesi, ma ce ne sono altri che sentono davvero la pressione pesare di loro alla fine di un campionato mondiale. Più un pilota lavora duramente, più sente la pressione, e questo vale soprattutto per Seb.

Il finale di stagione, per Vettel, si annuncia particolarmente stressante: il tedesco ha ormai finito i bonus non potendosi più permettere errori e, contro l'Hamilton visto a Singapore, capace di imporre a proprio piacimento il ritmo alla gara, appare quasi impossibile lottare alla pari. Il ferrarista, da parte sua, non può che sperare in un ritiro dell'inglese – che agevolerebbe in maniera importante il suo recupero – o in una bella dose di fortuna, proprio quella che, almeno fino ad ora, sembra avergli voltato le spalle nel corso di questo 2018.