La patente di guida è vista come un traguardo per la maggior parte dei maggiorenni che, al compimento del 18° anno d'età, possono finalmente impugnare il volante dell'auto e cominciare ad essere considerati automobilisti, previo il superamento di un esame teorico prima e pratico poi. Da adesso, però, riuscire a conseguire la patente di guida costerà di più: a stabilirlo è una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate che prevede un aumento del 22% sul prezzo delle nuove licenze di guida e sui rinnovi di chi l'ha conseguita dopo il 2015 a causa dell'applicazione dell'aliquota Iva sulle lezioni di scuola guida per il rilascio della patente.

Stop all'esenzione dall'imposta per le scuole guida

Emanata sulla scorta di una recente sentenza della Corte di giustizia, la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate ha revocato la prassi precedente che prevedeva l'esenzione dall'imposta, nelle scuole guida, per le lezioni finalizzate al conseguimento della patente. Adesso, però, cambia tutto con queste ultime che saranno soggette alla tassazione e che potranno far pagare il sovrapprezzo ai clienti. Le scuole guida, infatti, pur comprendendo lezioni teorico-pratiche, non possono essere considerate comprese tra gli istituti a "insegnamento scolastico o universitario" cui è stato accordato un regime fiscale esente ai fini Iva e per questo saranno costrette a fare i conti con un aumento del 22%.

L'aumento sarà retroattivo

Una pessima notizia non solo per i nuovi automobilisti che dovranno conseguire la patente di guida, ma anche per tutti coloro che l'hanno conseguita dal 2015 ad oggi; secondo una rigida interpretazione della norma, infatti, vale il principio della retroattività per cui le autoscuole, seppur in linea puramente teorica, potrebbero contattare i vecchi allievi per chiedere loro di pagare gli arretrati, ovviamente senza interessi o sanzioni. Sul piede di guerra le autoscuole di Confarca che annunciano una mobilitazione e si dicono preoccupate della retroattività del provvedimento.