Carlos Sainz – Getty images
in foto: Carlos Sainz – Getty images

In casa Peugeot tutti i piloti erano riusciti a vincere almeno una tappa tranne Carlos Sainz: lo spagnolo, però, è riuscito a sfatare il tabù nella sesta, quella che portava da Arequipa a La Paz di 760 chilometri totali. La manifestazione, appena arrivata in Bolivia, ha vissuto anche momenti di tensione con la popolazione locale che, al grido di "vogliamo ospedali, non la corsa" ha protestato contro le difficili condizioni di vita nel Paese e accogliendo i primi piloti arrivati in città con fischi e lanciando sul tracciato sedie e bottiglie.

Sainz vince la tappa, al comando c'è sempre Peterhansel

Una tappa, la sesta, che nonostante la tensione al traguardo ha visto lo spagnolo della Peugeot chiudere davanti a tutti e portare a casa la prima vittoria alla Dakar 2018. Una volta preso il comando al primo waypoint il madrileno ha incrementato il suo vantaggio riuscendo ad arrivare al traguardo con un vantaggio di circa 4 minuti sul compagno di team Peterhansel che però mantiene saldamente il comando della classifica generale visti i 30 minuti che poteva gestire prima della tappa. Adesso il margine si è leggermente assottigliato, ma il francese può ancora dormire sonni relativamente tranquilli. Dietro di loro c'è un terzetto di Toyota con la prima, quella guidata da Ten Brinke che accusa più di un'ora di ritardo. Bene l'italiano Eugenio Amos che scivola in nona posizione, ma rimane nella top ten.

Benavides nuovo leader nelle moto

Percorso accorciato, invece, per le moto: i piloti delle due ruote avrebbero inizialmente dovuto affrontare due tratti cronometrati nel percorso tra Arequipa e La Paz, primo arrivo in Bolivia, ma in realtà sono arrivate in trasferimento fino alla seconda speciale  – si temevano possibili problemi legati al maltempo – correndo solo per circa 190 km. Nonostante questo, però, cambia il leader della classifica generale con Kevin Benavides che ha chiuso la tappa in seconda posizione prendendosi la testa della generale. La tappa, invece, è stata vinta da Antoine Meo, autore di una bella prestazione con la propria Ktm. Soltanto 8° Van Beveren, che adesso accusa in ritardo di 1’57” dal leader. Il migliore degli italiani è stato Jacopo Cerutti, 28° a 9'50" con la sua Husqvarna. Nella generale però il migliore dei nostri rimane Alessandro Botturi, 25esimo con la sua Yamaha, nonostante una giornata decisamente storta, chiusa pagando ben 22 minuti di ritardo.

Kevin Benavides – Getty images
in foto: Kevin Benavides – Getty images