Kimi Raikkonen – LaPresse
in foto: Kimi Raikkonen – LaPresse

Sperava di chiudere meglio la propria avventura in Ferrari e non con un ritiro all'ultima gara, ma Kimi Raikkonen può comunque ritenersi soddisfatto per quanto fatto con la scuderia di Maranello; un mondiale piloti vinto nel 2007 e due costruttori, questi i risultati raggiunti al pilota finlandese con la Rossa, ma soprattutto un amore incondizionato da parte dei tifosi del Cavallino che, pur con risultati altalenanti, lo avrebbero voluto al volante del team italiano anche nel 2019.

Il finlandese saluta la Rossa

I vertici della Ferrari, però, hanno preferito puntare sul giovane Charles Leclerc che prenderà il suo posto l'anno prossimo mentre lui inizierà la sua nuova avventura in Sauber, la scuderia con la quale esordì in Formula 1, ora brandizzata Alfa Romeo. Nonostante il nuovo ingaggio con la scuderia elvetica, però, Raikkonen non dimostra il suo passato in Ferrari e nell'ultima gara con i colori del Cavallino, mette da parte per un attimo la sua freddezza ringraziando tutti per i bei momenti trascorsi insieme.

Dico grazie a tutti, ci sono stati bei momenti e momenti brutti. Avrei voluto concludere meglio la mia avventura in Ferrari, ma questo fa parte del nostro sport. Abbiamo tutti un bel ricordo del mondiale vinto, così come i due costruttori e questo mi rimarrà per sempre. Ho sempre avuto grande sostegno e sono grato per tutto quello che mi hanno dato. La Sauber? Ovviamente sono curioso di poter fare questo test, anche per capire com'è questa macchina. Chiaramente anche le gomme il prossimo anno potrebbero essere diverse, quindi sarà un test importante.

Kimi Raikkonen, quindi, è pronto a dire addio alla scuderia con la quale ha trascorso ben 8 stagioni e con la quale è diventato campione del mondo per la prima e unica volta nella propria carriera. Da domani si aprirà un nuovo capitolo, ma dimenticare gli anni passati a Maranello sarà impossibile: il finlandese è pronto a ripartire da zero, ma il suo nome rimarrà per sempre legato alla Ferrari, la scuderia alla quale, più di ogni altra, ha scritto pagine indimenticabili della Formula 1.