Valentino Rossi, 40 anni, e Lewis Hamilton, 34 / Instagram
in foto: Valentino Rossi, 40 anni, e Lewis Hamilton, 34 / Instagram

Che delusione! Neanche una foto”. È da poco trascorsa la mezzanotte che ha segnato la fine di quella che avrebbe dovuto essere una giornata storica per il motorsport. Valentino Rossi e Lewis Hamilton si sono scambiati i propri mezzi al Ricardo Tormo di Valencia, con il pesarese al volante della Mercedes di Formula 1 e il britannico in sella alla Yamaha MotoGP. Tutto fa intendere che l’incontro (rigorosamente a porte chiuse) si sia svolto senza intoppi, se non quello in cui è evidentemente caduto Monster, sponsor dei due campionissimi che ha organizzato lo scambio.

Da Monster solo uno schiaffo ai tifosi

E così, quando la giornata è conclusa e gli appassionati si stanno chiedendo come sia andata, scrollando in su e giù lo streaming dei diversi social, appare evidente che, di quella che doveva essere una giornata memorabile, non ci sia alcuna traccia: nessun video, neanche una foto o una riga di un comunicato che, anche se fosse stato di circostanza, vista la portata dell’evento, ci poteva pure stare. E invece nulla, un bel niente. Valentino e Lewis si saranno divertiti? Avranno girato uno accanto all’altro o in uscite separate? O forse la Mercedes e la Yamaha non sono state neppure messe in moto?

Inutile mistero. Da Hamilton, che prima di arrivare in circuito aveva stuzzicato la curiosità di suoi tifosi con un post del viaggio verso Valencia, non è arrivato alcun commento. Qualcosa di incredibile per uno come lui, attivissimo sui social. Perfino la fidanzata di Valentino, Francesca Sofia Novello, anche lei in circuito, dopo la prima storia di Instagram, tra occhi a cuoricino e camion-officina, si è improvvisamente silenziata. Per poi ricomparire solo a fine giornata con una bella foto del tramonto valenciano.

Quello che resta di un evento annunciato in pompa magna è un silenzio assordante. Eppure erano stati scomodati i paragoni con i più grandi delle due e quattro ruote, come John Surtees, l’unico pilota della storia ad essersi laureato campione sia nel Motomondiale sia in Formula 1, piuttosto che con Michael Schumacher, che ha corso persino una gara della Superbike, o lo stesso Valentino Rossi ai tempi dei test con la Ferrari. Forse la strategia di comunicazione del bibitaro statunitense è talmente sofisticata da sfuggire ai semplici tifosi che, completamente ignorati, sono magari pronti ad archiviare lo storico scambio con un bel #chissenefrega.