Sicurezza, i soldi delle multe possono essere utilizzati per l’illuminazione stradale

A cura di Matteo Vana
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A stabilirlo è la Corte dei Conti che, interrogata dal Comune di Cogoleto sulla corretta interpretazione del comma 4, dell’art. 208 del d.lgs. n. 285 del 1992, ha stabilito che i proventi delle infrazioni possono essere utilizzati per le spese relative a viabilità, circolazione stradale e illuminazione pubblica.

La sicurezza stradale è uno dei temi più importanti quando si parla di automobili. Proprio su questa questione si è trovata a doversi pronunciare la Corte dei Conti: la domanda è arrivata dal Comune di Cogoleto, in provincia di Genova, e riguarda la corretta interpretazione ed applicazione del comma 4, dell’art. 208 del d.lgs. n. 285 del 1992 in base al quale si crea un vincolo di destinazione per le entrate derivanti dalla sanzioni per violazioni al codice della strada, somme che devono essere utilizzate, tra l’altro, per interventi in materia di sicurezza stradale.

Possono essere quindi utilizzati i proventi delle multe per l'illuminazione delle strade pubbliche? La risposta è stata affermativa, tanto che è stata la stessa Corte a chiarire che "un indice sintomatico è rappresentato dal bilancio armonizzato che al programma 0803 ricomprende le spese relative a viabilità, circolazione stradale e illuminazione pubblica". Inoltre la stessa norma individua, tra gli interventi finanziabili con le entrate in esame, la manutenzione delle strade. In tale ambito non si può escludere che vengano ricompresi anche gli impianti di illuminazione che costituiscono parte integrante delle strade (manutenzione delle strade da non confondere con il rifacimento del manto stradale).

L'importante, però, è che si rispetti il vincolo di destinazione per le entrate derivanti dalle sanzioni per violazioni al Codice della Strada: somme che devono essere utilizzate, tra l'altro, per interventi in materia di sicurezza stradale e tra questi rientra sicuramente l'illuminazione stradale. Diverso, invece, il discorso riguardante parchi pubblici o zone cittadine nei quali non c'è interferenza con la circolazione delle auto; in quel caso mancherebbero i presupposti. Un parere su una questione piuttosto importante: secondo quanto stabilito dalla Corte dei Conti, infatti, spetterà all’Amministrazione comunale, nell’ambito della proprie scelte finanziarie che attengono al merito dell’azione amministrativa, individuare concretamente gli interventi finanziabili. Sono dunque i Comuni a dover stabilire come e dove utilizzare i proventi derivanti dalle multe comminate agli automobilisti.

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