Smog e polveri sottili, Italia è il terzo peggior paese europeo. E l’UE minaccia sanzioni
Il livello di inquinamento delle città italiane sta raggiungendo livelli preoccupanti, sono quasi 10 anni che il nostro paese i limiti di biossido d’azoto e pm10 nell’aria: un rischio per la salute dei cittadini, ma anche una preoccupazione vista l'attenzione riguardo al problema della Commissione Europea che sta facendo di tutto per ridurre i livelli di inquinamento. Proprio dalla UE potrebbe arrivare una multa salatissima che potrebbe toccare il miliardo di euro.
Dalla UE l'invito a prendere provvedimenti
La Commissione Ue, garante del rispetto delle norme che gli Stati si sono attribuite, è pronta a muoversi. Entro metà febbraio, infatti, sarebbe infatti atteso il parere motivato, cioè il secondo stadio della procedura già avviata nel 2015, che inviterà Roma a correggere lo sforamento dei limiti minimi di biossido di azoto contenuti nell'atmosfera, l'inquinante che scaturisce per il 40% dal traffico stradale. Poi, a marzo, secondo la tabella di marcia dell’esecutivo, ci sarà un secondo parere per una seconda variazione sul tema dell’irregolarità, stavolta per le "Pm10", le polveri sottili.
Italia è il terzo peggior paese europeo
Proprio le polveri sottili rappresentano uno dei tasti più dolenti: l'Italia, infatti, è in mora da anni ed è già stata condannata per le violazioni dei limiti stabiliti in 55 aree geografiche della penisola nel 2006 e 2007. Tra regioni peggiori ci sono Lombardia e Piemonte tanto che nel 2015 un giorno su tre, a Milano e Torino, sono stati a rischio intossicazione. "La verità è che ci sono oltre 400 mila morti premature in Europa per colpa della pessima qualità dell’aria – ha ammesso Karmenu Vella, commissario Ue all’Ambiente –. Sono milioni quelli che soffrono di malattie cardiovascolari e in Italia i morti anzitempo per il diossido di carbonio sono stimati a quota ventimila". Eppure le leggi per migliorare la qualità dell'aria ci sarebbero: per evitare di finire alla Corte Ue, l’Italia che si è guadagnata la poco rispettabile terza piazza per violazioni quanto a giorni vissuti sopra il limite, dovrebbe rinnovare sì il proprio parco auto, ma anche e soprattutto applicare ad hoc le leggi già esistenti relative alle norme antinquinamento per abitazioni e industrie.