Streiff: “Schumacher non è più in pericolo di vita” (video)

"Michael Schumacher non è più in pericolo di vita". A raccontarlo ai microfoni dei cronisti accampati da giorni nei pressi dell'ospedale di Grenoble è stato l'ex pilota francese Philippe Streiff che nelle ultime ore è accorso al capezzale dell'amico ed ex campione iridato della Ferrari, ormai ricoverato dallo scorso 29 dicembre a causa del gravissimo incidente sugli sci avvenuto sulle nevi di Meribel. "Non sono un medico – ha ammesso, circondato dai giornalisti – sto solo riferendovi quello che mi ha detto Gerard Saillant (chirurgo al fianco di Schumacher). E lui mi ha detto che Schumacher è ancora in gravi condizioni, ma ora per fortuna non è più in pericolo di vita".
Cautela e smentite. La manager di Michael Schumacher, però, ha smorzato l'entusiasmo scaturito dalle parole di Streiff. Sabine Kehm ha invitato tutti a una maggiore cautela, considerato che alcun bollettino medico al riguardo è stato diffuso e, soprattutto, ribadendo quanto affermato nei giorni scorsi: "Le condizioni di Schumacher sono ancora critiche ma stabili e non ci sarà nessun bollettino medico fino a lunedì. Ogni notizia sulle sue condizioni di salute che verrà dall'esterno dell'ambito familiare è da ritenersi inattendibile". Poi una precisazione sul ‘giallo' delle telecamera. "La famiglia è esclusivamente preoccupata della salute di Michael, la telecamera sul casco è stata consegnata volontariamente alle autorità, tutto quello che si dice riguardo al fatto che sarebbe stata violata la volontà della famiglia è falso".
Le indagini. Intanto, gli inquirenti, entrati in possesso della telecamera che Schumacher aveva sul casco, provano a stabilire attraverso l'ausilio delle immagini se è possibile ricostruire la dinamica dell'incidente. Lo strumento consegnato dalla famiglia dell'ex pilota al procuratore capo Patrick Quincy era una Gopro, videocamera/fotocamera indossabile, resistente all'acqua e agli urti. Secondo il racconto dei media francesi, inoltre, il figlio quattordicenne di Schumacher, Mick, sarebbe stato interrogato nell'ospedale di Grenoble dalla polizia. Ascoltato anche un amico del ragazzo, pure lui presente al momento della rovinosa caduta.