Tony Cairoli / credit Rigato Romano
in foto: Tony Cairoli / credit Rigato Romano

Il campionato MXGP 2019 si è chiuso anzitempo per Antonio Cairoli che, a causa di un infortunio alla spalla, è stato costretto ad alzare bandiera bianca. Queste ultime settimane hanno però portato la gioia infinita del fiocco azzurro per la nascita del figlio Chase Ben. Un’emozione, racconta in un’intervista a Motosprint, che è stata grandissima, quasi inaspettata, perché nonostante il pancione della moglie Jill e tutti i preparativi di questi mesi, Cairoli ha realizzato di essere diventato papà “soltanto quando succede”.

Il decimo e la motivazione extra di Chase Ben

Chase Ben “è abbastanza bravo, mangia e dorme” dice del suo pupetto che, per adesso, sembra un tipo tranquillo. Tony e Jill volevano un nome “né troppo italiano, né troppo olandese” per il loro primo figlio. “Ben è per mio padre – Benedetto, ndr – mi piaceva ricordarlo così. Chase è sempre piaciuto sia a me sia a Jill”. Il piccolo è già una presenza fissa agli allenamenti sulle piste da cross e in circuito, dove Cairoli si è cimentato al volante di una Lamborghini per le finali mondiali del Super Trofeo. Ma soprattutto una motivazione extra nell’inseguimento del decimo titolo iridato che si rinnoverà nel 2020.

Cairoli sta terminando il percorso di riabilitazione (“Mi mancano ancora pochi gradi di mobilità”) e in vista del 2020, assicura, ci sono “bei presupposti per una stagione spettacolare” con molti piloti potenzialmente in lotta per il Mondiale, come il campione in carica Tim Gajser, il compagno di marca Jeffrey Herlings ma anche il rookie e compagno di squadra Jorge Prado. “Sono anche curioso di vedere come andrà Romain Febvre sulla Kawasaki, lo vedo molto bene”.

Il consiglio di Cairoli a Valentino

Come lui, un altro nove volte campione del mondo, Valentino Rossi, si trova in una situazione molto simile alla sua. Entrambi puntano al decimo titolo iridato che, per un motivo e per un altro, continua a sfuggire da qualche anno di troppo, oltre ad avere un contratto che li lega alle rispettive squadre che andrà in scadenza alla fine del 2020. Motivo per cui, tra qualche mese, entrambi dovranno decidere se continuare o appendere il casco al chiodo. Ed è proprio da parte del campione siciliano che è arrivato un prezioso consiglio per il pesarese.

Valentino – ritiene Cairoli – fa bene a continuare se si sente in grado di finire a podio e spero per lui che riesca a farlo con continuità. Se però dovesse continuare a finire fuori dai cinque, a un certo punto potrebbero mancare gli stimoli giusti per scendere in pista ogni domenica. Ma se vede la luce in fondo al tunnel, deve provarci fino all’ultimo”.

Le analogie tra le due carriere arrivano fino ai rivali più giovani. Per Cairoli ci saranno i vari Gajser, Herlings e Prado da battere mentre Valentino dovrà fare i conti con il solito Marc Marquez (“Fa paura, è fortissimo e fa cose che altri si sognano di fare”) oltre che con le new entry come Fabio Quartararo. Per Rossi, come anche per Cairoli, la molla che li spinge a continuare dopo nove titoli sono passione e competitività. “Continuerò a correre fino a quando riuscirò ad andare forte e stare nei primi cinque. Quando non sarà più possibile, mi fermerò un momento e deciderò cosa fare. Finché arrivano i risultati e mi diverto, e il fisico mi supporta, mi troverete ancora in pista. Mi sento ancora giovane”.