Due vittorie e quattro podi: è questo lo score di Max Verstappen in un 2019 che, per il pilota olandese della Red Bull, doveva essere l'anno della svolta ma che, al momento, lo vede quarto nel mondiale piloti, scavalcato dal rivale di sempre Charles Leclerc e davanti all'altro pilota della Ferrari, Sebastian Vettel. Una stagione tutto sommato positiva per il giovane talento che, però, paga ancora la mancata competitività di una Red Bull ancora un gradino sotto la Mercedes, dominatrice assoluta, e la Rossa, in netta ripresa dopo la pausa estiva.

Max Verstappen – Getty images
in foto: Max Verstappen – Getty images

Le vittorie in Austria – con tanto di polemica per la mancata penalità in seguito al contatto con Leclerc – e Germania hanno rappresentato l'apice per Verstappen che, però, può ancora prendersi la piazza d'onore di un mondiale che ha visto Lewis Hamilton come padrone: il suo ritardo da Bottas, secondo nel mondiale piloti, è di 37 punti da Valtteri Bottas. Una distanza che, secondo l'olandese, è frutto soprattutto del divario tecnico tra le rivali e la sua Red Bull, non ancora a livello delle antagoniste.

Spesso di afferma che Red Bull è allo stesso livello di Mercedes e Ferrari, ma nella realtà non è così, visto che siamo più indietro di quanto si pensi; con la stessa macchina di Lewis Hamilton o di Charles Leclerc sento che sarei due decimi più veloce. Non voglio sembrare arrogante, ma come pilota devi sempre essere convinto di essere il più veloce. Lewis è straordinario, ma ha sempre avuto a disposizione la miglior vettura e con il pacchetto giusto si può battere chiunque – ha dichiarato in una intervista concessa al quotidiano De Telegraaf -. Ho guidato bene per tutto l'anno e spesso e volentieri le performance non erano allo stesso livello dei risultati raggiunti. Abbiamo fatto meglio di quanto in realtà meritassimo con l'auto. Prima di Singapore pensavo di poter competere per il titolo nel 2020, ma adesso nutro forti dubbi in merito.

Una dichiarazione, quella di Verstappen, che conferma ancora una volta la grande considerazione che il pilota ha nei propri mezzi e nel proprio talento, la stessa che non sembra nutrire nei confronti della Red Bull, la scuderia che lo ha allevato e che potrebbe abbandonare nella prossima stagione. Difficile, infatti, che il team di Milton Keynes riesca, nel 2020, a colmare il gap con le rivali che, vista anche la continuità dei regolamenti, nella prossima stagione si sfideranno ancora per il titolo. L'olandese, che vedrà scadere il suo contratto proprio alla fine della prossima stagione, potrebbe essere uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato e la sua voglia di vittoria potrebbe essere un argomento sul quale fare leva, soprattutto da parte di Mercedes, per convincerlo ad accettare una corte che, tra velate ammissioni e smentite di rito, va avanti da oltre un anno.