Voleva chiudere la stagione con una prestazione super, in grado di farlo scattare davanti a tutti, ma Sebastian Vettel ha trovato sulla sua strada una Mercedes in forma come poche altre volte dovendosi accontentare della seconda fila. Il terzo tempo ottenuto dal tedesco della Ferrari, infatti, rappresenta il massimo possibile su una pista sulla quale le Frecce d'argento sembrano imbattibili: nelle ultime 4 edizioni, infatti, sono sempre stati i piloti della Stella a vincere con il Cavallino che, dal 2009, anno in cui la gara di Abu Dhabi ha fatto il suo esordio nel mondiale, non è mai riuscito a vincere.

Sebastian Vettel e Lewis Hamilton – Getty images
in foto: Sebastian Vettel e Lewis Hamilton – Getty images

Il tedesco parla del rapporto con Hamilton

Ci proverà Vettel in una gara che, seppur senza i trofei in palio, potrebbe essere fondamentale per il tedesco, pronto a interrompere il digiuno che dura ormai da 7 GP per ripartire di slancio in un 2019 che dovrà vederlo protagonista assoluto. Il terzo tempo, seppur non rappresenta il risultato ideale, però, soddisfa il pilota della Rossa, pronto a dare battaglia nell'ultimo appuntamento del 2018.

Mi sono goduto questa sessione; in Q1 eravamo vicini, in Q2 lwis ha fatto giro pazzesco e ho capito che sarebbe stato difficile. Sono migliorato ma non abbastanza per essere in pole. Per domani sono fiducioso, sarà una gara lunga e dovrei divertirmi. La rivalità con Hamilton? C'è rispetto tra di noi, la battaglia si fa in pista, non fuori dove parliamo e scherziamo. Io mi sono divertito anche se non è andata bene, lui di più visto che ha vinto. Non vedo l'ora di salire sulla macchina per sfidare ancora una volta i miei avversari potendo dare tutto.

Con la mente libera dai pensieri il tedesco proverà a regalare ai tifosi della Ferrari l'ultima vittoria di una stagione che, fino alla pausa estiva, prometteva di essere diversa. Un successo ad Abu Dhabi non permetterebbe al quattro volte campione del mondo di cancellare la delusione per il titolo sfumato, ma consentirebbe di chiudere al meglio sfruttando l'energia positiva per lanciarsi verso la prossima stagione con la spirito giusto consapevole che, senza qualche errore di troppo, la storia del mondiale 2018 sarebbe potuta essere diversa.