Sebastian Vettel, con la vittoria di Singapore, si è ripreso la Ferrari scacciando via le polemiche e interrompendo un digiuno che durava da 22 gare; il tedesco ha dimostrato, ancora una volta, di poter essere importante per la scuderia italiana regalando un trionfo insperato su una pista che, per caratteristiche, doveva vedere la SF90 surclassata dai rivali di Mercedes e Red Bull. Così non è stato con il quattro volte campione del mondo a chiudere davanti a tutti presentandosi a Sochi, sede del GP di Russia, come uno dei favoriti.

Sebastian Vettel – LaPresse
in foto: Sebastian Vettel – LaPresse

Una vittoria in Russia permetterebbe a Vettel di agganciare Niki Lauda al 2° posto nella classifica dei piloti più vincenti in Ferrari, ma il tedesco non vuole guardare troppo avanti; il tris di vittorie conquistato tra Belgio e Singapore ha scacciato via le nubi che si stagliavano all'orizzonte, ma per il quattro volte campione la squadra da battere rimane sempre la Mercedes.

Siamo cresciuti; la vittoria di Singapore, su una pista che sulla carta non ci era favorevole, ci ha dato ulteriore fiducia, ma io ritengo che la Mercedes sia ancora il punto di riferimento e la macchina da battere – ha dichiarato in conferenza stampa -. La reazione di Leclerc a Singapore? Non bisogna dare troppo peso ai messaggi via radio, se mettessimo il microfono ai calciatori o persino ai golfisti ci sorprenderemmo di quello che sentiremmo. Noi corriamo per la Ferrari, il team più grande che c’è in griglia, più grande di me e più grande di tutti noi. Voleva vincere ed è rimasto sconvolto quando si è reso conto di essere dietro; fosse successo il contrario sarei stato altrettanto arrabbiato. 

Vettel, nonostante il periodo d'oro che sta vivendo la Rossa, preferisce mantenere i piedi per terra soprattutto in vista della gara in Russia, vero e proprio feudo Mercedes; nelle 5 edizioni fin qui disputate, infatti, le Frecce d'argento hanno sempre vinto lasciando agli avversari solo le briciole. Il tedesco, però, rinfrancato dal successo di Singapore, spera che l'edizione 2019 possa rappresentare un punto di svolta: vincere anche a Sochi significherebbe, se non riaprire il mondiale, almeno mettere pressione a Lewis Hamilton e alla scuderia anglo-tedesca rimandando il più possibile la festa iridata degli storici rivali.