Sebastian Vettel – Getty images
in foto: Sebastian Vettel – Getty images

Le ultime due gare non sono andate come sperato, ma Sebastian Vettel e Charles Leclerc sono convinti di poter fare bene anche in Messico riuscendo finalmente a cogliere quella vittoria che manca ormai dalla gara di Singapore quando fu il tedesco a conquistare il successo davanti al compagno di squadra regalando la doppietta alla Ferrari.

A cercare di sfatare quella che sembra una vera e propria maledizione sarà soprattutto Sebastian Vettel: il tedesco, infatti, correrà sulla pista messicana per la quinta stagione consecutiva cercando di migliorare il risultato ottenuto nel 2017 quando riuscì a conquistare la pole position finendo poi al 2° posto in gara. Stavolta, però, l'obiettivo del quattro volte campione del mondo è quello di vedere la bandiera a scacchi per primo riportando al successo, dopo due gare d'astinenza, la Ferrari.

Il giro di pista è piuttosto breve ma non è affatto semplice azzeccare tutto nel migliore dei modi. Negli scorsi anni siamo sempre stati competitivi in Messico anche se la Red Bull lo è stata di più. Siamo tuttavia fiduciosi di potercela giocare, vediamo cosa succede quando scendiamo in pista. Il fatto di gareggiare a oltre duemila metri ha ovviamente un forte impatto sul comportamento della vettura – sono state le sue parole sul sito ufficiale della Rossa -. Scendiamo in pista con la configurazione a massimo carico aerodinamico ma, a causa dell’altitudine, l’aria è talmente rarefatta che l’effetto che otteniamo in termini di efficienza è minimo. Proprio per questo è sul rettilineo di Città del Messico che si ottengono le punte massime di velocità di tutta la stagione. La conseguenza in negativo di tutto ciò è che la vettura è molto difficile da gestire in curva, perché non c’è il carico aerodinamico che normalmente ci aiuta ad avere una monoposto stabile e precisa. Su questa pista la macchina si muove molto, fatica a far lavorare nella maniera corretta le gomme ed è complicata da interpretare anche nelle sensazioni che comunica al pilota.

Leclerc: "Tracciato che conosco poco"

"Il circuito del Messico è del tutto particolare. Si gareggia oltre i duemila metri e tutti i team scendono in pista con il massimo carico aerodinamico ma, nonostante questo, la vettura si comporta in maniera strana e il livello di grip è sempre molto basso. Su questa pista ho avuto modo di disputare una sessione di prove libere nel 2017 e la gara dello scorso anno, quindi posso dire che si tratta di uno dei tracciati che conosco di meno. Detto ciò, per le caratteristiche che lo contraddistinguono, questo circuito mi piace anche per via dei muretti che sono sempre molto vicini e a me come pilota piacciono parecchio. Anche l’atmosfera è speciale, come lo è guidare nella zona dell’Arena nella quale è possibile vedere le due ali di pubblico che fa il tifo sugli spalti" ha concluso il monegasco.