La via intitolata a Carlo Abarth –LaPresse
in foto: La via intitolata a Carlo Abarth –LaPresse

Abarth, per tutti gli appassionati dei motori, rappresenta uno dei marchi storici del panorama automobilistico italiano; la casa torinese, fondata nel 1949, spegne quest'anno 70 candeline e proprio per rendere omaggio allo storico fondatore, Carlo Abarth, la città di Torino ha deciso di intitolare una via all'uomo che diede vita al mito dello Scorpione, capace di dominare la scena dei rally negli anni '70 e '80 per diventare poi, nel 2007, un marchio del gruppo Fca dal carattere decisamente sportivo.

Un'iniziativa che rende omaggio a Carlo Abarth, fondatore dello storico marchio, nell'anno nel quale ricorrono i 40 anni dalla sua scomparsa. Una storia, quella della casa torinese, fatta di record sportivi e successi industriali, kit di elaborazione innovativi e corse leggendarie. La prima vettura dello Scorpione infatti è una 204 A, derivata da una Fiat 1100, capace di scrivere la storia dell'automobile grazie anche a Tazio Nuvolari che, nel 1950, vinse la sua ultima gara, la Palermo-Monte Pellegrino. Inizia così l'avventura della Abarth che, in quel periodo, sviluppa le prime cassette di trasformazione per elaborare i "cinquini". Dal 1971 Abarth diventa a tutti gli effetti di proprietà del Gruppo Fiat ed è così che nascono alcuni modelli mitici come Fiat 124 Abarth, 131 Abarth e Ritmo Abarth. Nel 2008, poi, il rilancio del marchio con imodelli Abarth Grande Punto e Abarth 500, oltre ai kit prestazionali per ciascuna vettura e alle versioni da gara Abarth Grande Punto Rally Super 2000 e Abarth 500 Assetto Corse.

Abarth – LaPresse
in foto: Abarth – LaPresse

L'intitolazione della via, però, potrebbe non essere l'unica iniziativa legata al nome di Carlo Abarth; il desiderio di Anneliese Abarth, moglie del fondatore della casa automobilistica dello Scorpione, è infatti quello di riuscire a creare un museo per ricordare la vita e le creazioni dell'uomo che per primo intuì le potenzialità delle elaborazioni sulle auto di serie. "Sono molto emozionata – ha detto la signora, oggi numero uno della Carlo Abarth Foundation – e credo sia giusto che Carlo venga ricordato con una strada a Torino. Una cosa che mi spiace è che non esista ancora un museo Carlo Abarth, questo è il mio sogno e lavoro su questo progetto. Credo che Torino sia la città giusta per ospitarlo, qui c'è la Abarth e tutta la vita che Carlo a vissuto" sono state le sue parole riportate dall'Ansa.