Walker: “Potremmo anche lasciare questa Formula 1 per l’IndyCar”

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Dopo le polemiche del post GP di Melbourne, Il presidente dell’Australian Grand Prox Corporation sta pensando di salutare la F1.

Il primo Gran Premio della stagione, si sa, è crocevia di lodi e critiche ma quest’anno gli aspetti negativi hanno prevalso tanto da mettere in discussione il rinnovo del contratto che scade nel 2015 e per il quale sono in corso da mesi serrati negoziati con Ecclestone e il governo australiano.

Il presidente dell’Australian Grand Prox Corporation, Ron Walker, ha espresso parecchi dissapori e critiche nei confronti della gara andata in scena dieci giorni fa: "Il suono è una disgrazia. Quasi non si sente quando le macchine arrivano sul rettilineo. Ora tutti gli organizzatori sono preoccupati che questo allontanerà i tifosi. Ci saranno promotori che si tireranno indietro. Se ne andranno e accoglieranno una gara di IndyCar, o qualcosa di simile, per tenere i tifosi". Quanto dice Walker era già stato in parte affermato da molti addetti ai lavori e tifosi nei giorni successivi alla gara di Albert Park: “Abbiamo fatto un sondaggio tra i tifosi e a loro non interessa proprio il risparmio di carburante. Vogliono vedere dei piloti gladiatori che lottano tra di loro senza preoccuparsi del carburante che usano”. Tutto questo andrebbe a vantaggio della IndyCar che, oltre al tanto agognato suono, porterebbe anche un cospicuo risparmio economico dato che costa parecchio in meno rispetto a un gran premio di Formula 1, e infatti Walker ha affermato: “Potremmo andarcene e comprare una gara di IndyCar per 3,5 milioni di dollari. Sarebbe sicuramente molto più rumorosa. E sarebbe anche un drastico cambiamento, ma non possiamo andare avanti con qualcosa di simile”.

Dopo la gara di Melbourne, il fronte degli scontenti si estende e si compatta sempre di più. Proprio per questo motivo Walker presidente della FOPA, la Formula One Promoters’ Association, ha convocato in Bahrain un incontro tra tutti gli organizzatori per esplicitare a Ecclestone le loro preoccupazioni. La guerra è aperta!

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