Pubblicizzare un prodotto è un'operazione non sempre semplice quando si ha a che fare con brand di prestigio. Il "fail" è dietro l'angolo ma in questo caso è stato a dir poco clamoroso. Audi ha lanciato in Cina una campagna pubblicitaria per la rivendita di auto usate certificate. Il nuovo spot è ambientato in un matrimonio, bruscamente interrotto durante il fatidico "parli ora o taccia per sempre", che da anni alimenta le casse dei sceneggiatori di Hollywood.

La sposa come un'auto usata. La madre della sposa fa un balzo dalla sedia e corre verso la figlia: qui comincia ad esaminarla controllando lo stato di naso, orecchie e la sua dentatura. Una volta ottenuto il lasciapassare dalla donna, lo sposo tira un sospiro di sollievo e la cerimonia può proseguire. Una serie di azioni che paragonano la giovane ad un animale pronto ad essere messo sul mercato, il tutto completato dal prodotto pubblicizzato: l'usato Audi. Lo spot ha immediatamente scatenato l'indignazione del web, che ha bollato la pubblicità accusando Audi di sessismo.

in foto: Lo spot sessista lanciato da Audi in Cina.

Scandalo in salsa cinese. Il costruttore tedesco ha tempestivamente ritirato lo spot, che intanto era passato in TV e nei cinema, e ha rilasciato un comunicato in cui Audi ribadisce che le immagini e i temi trattati non sono in linea con i valori dell'azienda. Un vero e proprio flop in uno dei mercati più importanti per il marchio dei Quattro Anelli: la Cina è in forte espansione economica e qui molti costruttori premium europei hanno trovato terreno fertile per espandere i volumi di vendita. In Cina non è il primo caso di spot ad alto tasso polemico: tempo fa un produttore di detergenti lanciò uno spot dove un uomo nero, dopo un lavaggio in lavatrice, usciva con la pelle schiarita.