Perfida Albione. Il finale a Silverstone è il più beffardo che a memoria si ricordi. Raikkonen fora la posteriore al penultimo giro e si ferma. Rientra, ma salva il podio perché buca Vettel, che un po' come Villeneuve completa un giro, l'ultimo, praticamente su tre ruote e finisce settimo, dietro Hulkenberg. Raikkonen chiude terzo, dietro anche a un Bottas che ha sfruttato al meglio la partenza con le Soft e le Supersoft nella seconda parte di gara. Bottas, che avrebbe dovuto limitare i danni partendo nono, completa la doppietta Mercedes dietro Lewis Hamilton che entra nella storia e avvicina la testa nel Mondiale. Il britannico vince il dodicesimo Gp comandato dal primo all'ultimo giro, eguaglia le cinque vittorie al GP di Gran Bretagna di Clark e Prost. Molto bene Verstappen, che ha acceso le fasi iniziali con Vettel, e finisce quarto davanti a Ricciardo, bravissimo a rimontare fino al quinto posto. A punti anche Ocon e Perez, ottavo e nono su una Force India dal futuro incerto e dal presente più che convincente, e Massa che salva almeno l'onore di una Williams mogia nel suo quarantesimo anniversario nel tempio del motorsport britannico e mondiale.

Palmer fuori in partenza, Sainz al primo giro

I colpi di scena si succedono già dalla partenza con Palmer, verrebbe da dire con una fin troppo facile freddura da humour inglese, pesca il… Jolyon al contrario e si ferma nel giro di ricognizione.

Gran partenza di Hamilton, che tiene dietro Raikkonen, e di Verstappen che infila Vettel alla prima curva, viene passato alla seconda ma ha ancora lo spunto per riprendersi la terza posizione alla terza. Scende ai minimi storici, intanto, la motivazione di Sainz dopo che il compagno di squadra Kvyat (penalizzato e poi costretto al ritiro per una sospensione rotta) lo stringe alla Becketts, lo tocca e lo costringe al ritiro. Due indizi, insieme al ritiro di Palmer, che potrebbero anche concretizzare lo scenario di cui ha iniziato a parlare Auto Motor und Sport. La Renault starebbe pensando tagliare il figlio d'arte britannico e disposta a prendere il figlio d'arte spagnolo già da Budapest. La Toro Rosso potrebbe liberarlo per otto milioni e promuovere Gasly, ex campione in GP2 impegnato questo weekend in Formula E a New York, chiamato a sostituire Buemi (impegnato nel World Endurance Championships con la Toyota).

Bottas risale, Hamilton vola.

Il quarto ritiro stagionale di Sainz, il secondo consecutivo, porta in pista la Safety Car. Si annulla il gap di Hamilton, capace di mettere già un secondo e mezzo nei primi due giri fra la sua W08 e la Ferrari di Raikkonen. Alla ripartenza, Ricciardo va larghissimo alla Luffield nel tentativo di passare Magnussen, e la lotteria sull'affidabilità della Red Bull, come lui stesso aveva definito lo scenario della gara, si fa sempre più incerta. Si riprenderà con gli interessi, però, alla Copse, con l'ultimo di una serie di sorpassi da applausi, alla Copse, per riprendersi il settimo posto.

Decisamente diverso il sorpasso pulito e deciso di Bottas su Ocon, forse sopravvalutato anche se con uno stile di guida che ben si presta a questo tracciato, alla Stowe. Raikkonen si lamenta già di qualche mancanza del motore, in uscita del tornante del Loop, dove la ricerca della trazione, vero punto debole della Ferrari nelle ultime stagioni, fa la differenza. Iceman perde quasi mezzo secondo a giro nei confronti di Hamilton, che si gode l'89mo GP con una Mercedes al comando (superata la Renault al settimo posto all time).

Vettel, che duello con Verstappen.

Silverstone è pista di adrenalina, di emozioni, di una Formula 1 che praticamente non c'è più. Ma per brevi fotogrammi, anche nell'era dell'ibrido, del carico aerodinamico alto, delle ali estreme e del DRS, può tornare. Rivedere per credere il duello Vettel-Verstappen al giro 14, il sorpasso del tedesco alla Stowe e la difesa muscolare dell'olandese di nuovo volante che mette due ruote oltre il cordolo e costringe Vettel a frenare i bollenti spiriti alla Vale e rinunciare definitivamente all'attacco alla Club.

Il duello, che si ripropone nello stesso punto un giro più in là, facilita il recupero di Bottas che dietro ha pista libera. Vettel riesce nell'undercut anticipando la sosta al giro 19 e montando le Soft per allungare la seconda parte di gara. Verstappen si copre e di conseguenza si ferma al 20mo passaggio ma la sosta è un po' più lunga del previsto e Vettel gli passa davanti. Il tedesco, però, non riesce a star davanti a Raikkonen che gli esce davanti dopo il pit stop.

Notevole anche la prima sosta di Hamilton (giro 26) che riesce a uscire dai box davanti a Bottas, che però avendo iniziato con le Soft si fermerà solo al 32mo passaggio. Il finlandese, ed è forse questo l'aspetto più rilevante e per certi versi sorprendente, continua anche dopo 30 giri a girare sui tempi di Vettel, e in qualche caso anche meglio, nonostante gomme decisamente più usurate. Dopo la sosta, rientra sì dietro le Ferrari ma vola con le Supersoft nuove, guadagnando fino a un secondo al giro. I priblemi di blistering all'antreriore di Vettel accendono il finale di gara. L'inevitabile sorpasso di Bottas scatena anche la reazione di Verstappen, cui via radio consigliano di spingere a tutta nel finale di gara.

Alonso, altro ritiro. Poi le forature Ferrari.

Dietro si scatena Ricciardo, mentre Massa amministra il suo punticino che vale solo a salvare l'onore. "Abbiamo due buoni piloti e, anche se non vorremmo dirlo, i risultati parlano da soli: la macchina ha avuto diversi problemi su molti circuiti, abbiamo fatto fatica a tenere le gomme nella giusta finestra di temperatura. Se vogliamo lottare per il Mondiale, dovremmo partire più avanti in griglia" diceva Claire Williams. Promosso con riserva, invece, l'upgrade che ha modificato i fissaggi della MGU-H nella power unit Honda. Insieme alla configurazione "spec 3", regala qualche cavallo in più e maggiore fiducia in Vandoorne, che spinge, non commette errori e mantiene a punti la McLaren. "Nelle ultime due gare penso che i miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti" diceva ieri. "Aver fatto questo step in avanti è buono per tutti, ora dobbiamo fare tutti il massimo per spingere il team il più avanti possibile". Non potrebbe dire lo stesso Alonso, che avverte l'ennesimo calo di potenza della stagione e si arrende al sesto  ritiro in stagione, il 55mo in carriera.

Ma i colpi di scena, nell'Albione perfida come non mai, non sono finiti. Red Bull e Mercedes ringraziano. La Ferrari non può che rimpiangere la sfortuna che sembra vederci benissimo negli ultimi due giri.